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Alimentazione: l’indagine, 73% giovani italiani beve acqua del rubinetto

Roma, 20 feb. (AdnKronos Salute) – Apri il rubinetto e bevi. Un’abitudine che riguarda un’alta percentuale di italiani, soprattutto giovani: il 72,9% dei 18-24enni e il 73,6% di chi ha un’età tra i 25-34 anni, ha bevuto acqua del rubinetto (trattata e non) negli ultimi 12 mesi. E’ quanto emerge della ricerca Open Mind Research 2018 effettuata da Aqua Italia (federata Anima – Confindustria), che dal 2006 commissiona biennalmente a istituti indipendenti di ricerca lo studio sulla propensione al consumo di ‘acqua del sindaco’ in Italia.

I Millenial (25-34 anni) registrano un forte incremento della scelta, che nel 2016 si attestava al 66,8%. Tra tutti coloro che la bevono, il 47,9% dei 18-24enni dichiara di farlo sempre o quasi sempre, contro il 41,1% dei 25-34enni. I motivi che spingono a berla sono la comodità (29% per la prima fascia e 29,3% per la seconda), seguita dal minor costo rispetto all’acqua in bottiglia per i Millenial (23,2%) e dal gusto per la generazione Z (23,2%).

Un giovane su quattro possiede però almeno un sistema di affinaggio dell’acqua, 25,6% per i più giovani e 25,5% per i 25-34enni. Tra questi sistemi, i più diffusi sono le caraffe filtranti (10,9% per la prima fascia e 11% per la seconda). Inoltre, si è indagato su quanto i giovani siano propensi a bere acqua trattata del rubinetto fuori casa. Il 27,2% dei 18-24enni e il 27,4% dei 25-34enni la consumano negli esercizi commerciali e, rispettivamente, il 53,7% e il 49,7% la berrebbero se gliela offrissero.

Si è anche chiesto quanti conoscano il servizio offerto dai chioschi dell’acqua, che mette a disposizione dei cittadini acqua potabile trattata o non trattata, refrigerata o addizionata di anidride carbonica. La usa/userebbe il 42,7% dei 18-24enni e il 48,5% dei 25-34enni e, rispettivamente, il 69,6% e il 73,1% sanno se il Comune di residenza offre o meno il servizio: in più del 50% dei casi il Comune aderisce all’iniziativa.

Per la prima volta, infine, si è indagato sulla preoccupazione dei giovani nei confronti della presenza di sostanze contaminanti nell’acqua del rubinetto. Rispettivamente, il 58,5% e il 55,4% si sono dichiarati preoccupati mentre il 13,1% e il 6,2% non lo sono.

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