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Al Gemelli una videocapsula intelligente per diagnosi difficili all’intestino

(Adnkronos) – Roma, 16 lug. (Adnkronos Salute)

Una nuova videocapsula che sembra una grossa compressa di antibiotico in grado di facilitare l’individuazione delle patologie dell’intestino tenue, attirando l’attenzione del clinico su immagini sospette. E’ Il NaviCam SB della Ankon (Corea del Sud), che ha fatto il suo esordio il Policlinico Universitario Gemelli Irccs di Roma.

“La videocapsula – spiega Maria Elena Riccioni, Uoc Endoscopia digestiva chirurgica del Gemelli, ricercatore del Dipartimento di Medicina e Chirurgia traslazionale all’Università Cattolica, campus di Roma – è un’indagine utilizzata per la diagnosi delle patologie dell’intestino tenue da circa 20 anni. Qui al Gemelli facciamo almeno 250 esami l’anno con la videocapsula, per una serie di indicazioni, quali la ricerca delle fonti dei cosiddetti sanguinamenti ‘oscuri’, che né la gastroscopia né la colonscopia hanno permesso di individuare, una malattia di Crohn difficile da diagnosticare, un sospetto tumore del tenue, le sindromi poliposiche, malattie ereditarie gastro-intestinali rare. Siamo stati tra i primi in Italia a utilizzare questa nuova videocapsula con intelligenza artificiale (prima di noi l’ha utilizzata solo la Fondazione Poliambulanza di Brescia), e i primi in assoluto nel Lazio”.

Dopo un’attenta selezione, il paziente arriva in ospedale la mattina a digiuno e, dopo aver firmato il consenso informato, ingerisce con un bicchiere d’acqua la videocapsula, che è grande appunto come una grossa compressa (27 per 11 millimetri). Quindi viene dotato di un rilevatore-registratore (una sorta di Holter) che porterà con sé per tutta la durata dell’esame (circa 8 ore). Al termine dello studio, la videocapsula viene espulsa con le feci. Il medico rivede su un monitor la registrazione del passaggio della videocapsula nei diversi tratti di intestino, ‘a occhio nudo’ o con l’ausilio del nuovo algoritmo di intelligenza artificiale, che attira la sua attenzione su aree sospette (sullo schermo vengono evidenziate da un quadratino colorato), rendendo in questo modo più accurata la diagnosi.

“Per ‘misurare’ in maniera oggettiva i benefici dell’intelligenza artificiale in questo tipo di applicazione – riferisce Riccioni – stiamo partecipando a uno studio multicentrico internazionale che valuterà le performance di questa videocapsula avanzata, mettendo a confronto i risultati degli esami fatti con o senza il supporto dell’intelligenza artificiale, attraverso lo stesso device. Si tratta di uno dei primi studi clinici al mondo sull’argomento”.

“Ancora una volta l’intelligenza artificiale – commenta Guido Costamagna, direttore dell’Uoc Endoscopia digestiva chirurgica del Gemelli e del Dipartimento di Medicina e Chirurgia traslazionale dell’Università Cattolica, campus di Roma – viene in aiuto del medico per migliorarne le capacità diagnostiche e, in questo caso, anche per accorciare i tempi di lettura dell’esame endoscopico capsulare. Lo studio clinico nel quale siamo coinvolti consentirà di quantificare questi vantaggi e quindi di validare l’impiego clinico di questa tecnologia innovativa”.


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