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ADHD: campagna d`informazione e sostegno ai bambini iperattivi e disattenti

Convegno regionale sabato 13 aprile a Vicenza: chi ne soffre da piccolo, se non seguito e curato da specialisti, ha maggiore possibilità di diventare un adulto “sbandato”. Si manifesta con impulsività, incapacità a portare a termine un impegno, scostanza comportamentale, svogliatezza. Se non diagnosticato tempestivamente può causare ulteriori disturbi associati. E’ l’ADHD, deficit di attenzione e iperattività: a soffrirne è il 4% dei bambini veneti in età scolare che faticano a concentrarsi, si distraggono facilmente, dimostrano scarso interesse per gli oggetti personali. La loro non è negligenza o eccessiva vivacità ma disturbo evolutivo dell’autocontrollo di origine neuropsicologica. Spesso considerati difficili, pesanti e fastidiosi, per questo evitati dai compagni ed emarginati dal gruppo, questi bambini hanno bisogno di aiuto. La terapia si basa su un approccio multimodale. che combina interventi psicosociali con eventuali supporti farmacologici. Si stima che il 60% dei bambini iperattivi presenti difficoltà scolastiche anche se i confini della malattia sono piuttosto labili: se infatti gli aspetti nucleari dell’Adhd quali la disattenzione, l’impulsività e l’iperattività sono sufficientemente definiti, altri quali l’instabilità comportamentale, le difficoltà di relazione, del controllo emotivo e la disregolazione del tono dell’umore lo sono meno. Il disturbo presenta una eziopatogenesi complessa, dove le basi neurobiologiche e le componenti genetiche svolgono un ruolo sostanziale interfacciandosi con le componenti individuali ed ambientali in cui il bambino cresce e si sviluppa.

Dal 2002 ASSP, “Associazione Servizi Sociali e Sicurezza per Padova” (ASSP) si batte per sostenere l’infanzia affetta da disturbi comportamentali. Dallo sforzo assistenziale e dalla ricerca scientifica sono nate nuove evidenze nell’approccio e nella cura al bambino iperattivo. Se ne parlerà sabato 13 aprile al Convegno regionale “Traiettorie negative dell’ADHD: scolastica, sociale, psicopatologica”, che si terrà a Vicenza – Liceo scientifico Quadri (via Carducci 17), a partire dalle ore 8.30. Non casuale la scelta di parlare in una scuola superiore: il messaggio che si leverà da neuropsichiatri, psicologi e psicoterapeuti è infatti rivolto ai giovani e alle loro famiglie.

“Si tratta di una patologia che raramente viene considerata tale, in quanto si manifesta – spiega Lauretta Furlan, presidente di ASSP – con sintomi quali la mancanza di attenzione, l’incapacità di terminare un compito, l’insufficiente autocontrollo, che possono essere male interpretati”. L’ADHD deve quindi essere diagnosticato precocemente per consentire agli specialisti di predisporre e intraprendere con il bambino, la famiglia e la scuola, un piano d’intervento che contenga un trattamento appropriato in grado di ridurre i sintomi principali (disattenzione, iperattività, impulsività) e il conseguente disagio.

Dall’impegno di ASSP e dei suoi duecento associati, nel novembre 2008 è nato il Centro “Archimede” a Torri di Quartesolo che, con il dottor Dino Maschietto dell’Ulss 10 di San Donà di Piave come supervisor, offre ai giovani pazienti e alle loro famiglie un aiuto concreto mettendo a disposizione un’équipe multidisciplinare. L’esperienza è pilota, innovativa e sperimentale, la prima nel Veneto. Qui si coniugano competenza professionale e, parimenti, vicinanza umana: dieci tra psicologi, neuropsichiatri, psicoterapeuti ed educatori seguono ogni anno 500 bambini e ragazzi provenienti da tutto il Veneto, anche se il bacino di afferenza è di oltre 1.000 minori in quanto il disturbo deve essere seguito, monitorato nel tempo.

Ormai da 10 anni, l’”Associazione servizi sociali e sicurezza per Padova” si è attivata per informare la popolazione circa l’esistenza del Disturbo da deficit di attenzione e iperattività, patologia che raramente viene considerata tale. La difficoltà a riconoscere precocemente i sintomi della patologia ha indotto l’ASSP ad attivare una campagna di sensibilizzazione e informazione che aiuti le famiglie ad ottenere dalle istituzioni scolastiche e sanitarie un valido contributo per affrontare correttamente le caratteristiche comportamentali dei bambini. Il progetto, che ha ottenuto il sostegno delle Istituzioni socio-sanitarie della Regione Veneto, si è già concretizzato in numerose iniziative. Al convegno prenderanno parte Roberto Tombolato, Direttore Neuropsichiatria ULSS 6 Vicenza; Vincenzo Balestra, Direttore SerT Vicenza; Diego Peron, Insegnante Liceo Quadri Vicenza; Dino Maschietto Direttore Neuropsichiatria ASL 10 San Donà di Piave; Claudio Vio, Psicologo-Psicoterapeuta ASL 10 San Donà di Piave. Inoltre la mamma di un bambino malato racconterà la sua storia.

 

 

1 Commento

  • sinceramente , da padre di tre figli, trovo agghiacciante vedere questo proliferare di “nuove patologie” sui ragazzi.

    si parla sempre di cose che posono avere tonnellate di cause scatenanti , tutte diverse tra di loro e tutte non classificabili conc ertezza per periodi di osservazione prolungata., e come tali non diagnosticabili con certezza se non in una ristrettissima cerchia di casi

    Cari genitori, è a voi che mi rivolgo: è troppo facile abdicare ad una ipotetica patologia la vostra mancanza di tempo per giocare, scherzare, lavforare, studiare, giocare con i propri figli

    Diventate AMICI dei vostri figli, giocateci, parlate e soprattutto ascoltateli: nessun terapista o rimedio farmacologico potrà mai far meglio

    Le esperienze USA dovrebbero insegnarci qualcosa, ovvero la necessità di stare BEN lontani da una deriva di questo tipo, mentre sembra che queste “nuove patologie” vengano seguito come “mode”…con i danni che NESSUNO puo’ oggi quantificare nella sfera psicologica dei ragazzi, N-E-S-S-U-N-O, e se qualcuno afferma il contrario dice palesemente il falso.

    Massimo rispetto per la classe medica, ma la psicologià NON è la chirurgia: se un Bypass coronarico funziona se ne accorge chiunque, con la psicoterapia NON si puo’ definire certezza, e tantomeno su ragazzi in età in cui TUTTO è difficile

    io a scuola ero disattento e facevo un casino incredibile, ma ai mei tempi l’ADHD…non esisteva…quindi nessun o ha potutto “analizzarmi” e “curarmI”.

    Ma cio’ non mi ha impedito di laurearmi negli stati Uniti, sposarmi, fare figli ,vivere una vita intensa e felice, affrontare difficoltà e dolori e diventare una persona apprezzata e rispettata professionalmente e socialmente:

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