Medicina e chirurgia

Abbronzatura d’agosto: attenti ai rischi per la pelle

I consigli su come comportarsi per evitare l’insorgenza di tumori 

protezione-solareAbbronzarsi sì, ma con giudizio. Agosto è il mese per eccellenza dedicato al mare e alla tintarella, e proprio per questo, il Antonio Ascari Raccagni, direttore dell’Unità Operativa di Dermatologia dell’Ausl di Forlì, invita a prestare attenzione: “Il sole ha molteplici risvolti benefici, ad esempio aiuta agli anziani afflitti da patologie ossee e può avere un effetto antidepressivo, migliorando il tono dell’umore. Se preso in dosi eccessive, però, comporta seri pericoli per la nostra pelle”.

Il principale è rappresentato dall’aumento del rischio di melanoma. “Tale rischio – ha aggiunto Ascari Raccagni – è collegato soprattutto a esposizioni brevi e intense, mentre quelle più prolungate sono all’origine di altre forme cancerose della pelle. I soggetti maggiormente in pericolo sono quel nove per cento di italiani che hanno pelle, occhi e capelli chiari, perché presentano una possibilità di sviluppare il melanoma molto superiore rispetto a tutto il resto della popolazione. Non a caso, nel nostro paese, circa il 50 per cento di questi tumori si sviluppa proprio in tale gruppo ristretto”. Le persone con malattie auto-immuni, invece, devono ridurre il più possibile le esposizioni ai raggi solari per evitare la possibile riaccensione della malattia di base, presente a livello latente.

Dott.AscariRaccagniNon c’è solo l’esposizione consapevole, rappresentata, ad esempio, da chi si stende sul lettino per abbronzarsi – avverte il dottor Ascari Raccagni – ma anche quella di cui non ci si rende conto: quando passeggiamo, guidiamo l’ auto, andiamo a fare la spesa, siamo comunque soggetti agli effetti della luce  solare”.

La prima buona prassi da seguire è evitare l’esposizione nelle ore più calde del giorno, ma non si deve abbassare la guardia nemmeno nelle altre ore della giornata. “Bisogna utilizzare sempre filtri solari, anche se si sta all’ombra. Chi ha la pelle chiara non deve mai scendere sotto un fattore di protezione 30 SPF (Sun Protection Factor), che garantisce  un livello di difesa consistente, mentre per bambini, fino ai 13 anni, va impiegato un fattore 50 SPF, ovvero una protezione quasi totale. Un fattore 20 SPF, invece, è già poco protettivo e non bisognerebbe mai scendere al di sotto di tale soglia”. Le creme protettive solari sono cosmetici, prodotti con filtri chimici e fisici, e sono disponibili in formulazioni diverse: crema, spray, latte, in modo che ogni persona possa trovare il prodotto più adatto al suo caso.

“Nel corso di una giornata, i filtri solari vanno applicati più volte, perché sudore e acqua ne riducono le capacità protettive. Al contrario, non si devono mai utilizzare durante la notte. In generale, gli integratori per migliorare l’abbronzatura vanno impiegati solo in casi di particolare necessità; per ottenere una abbronzatura ottimale è sufficiente un’alimentazione sana, ricca di frutta e verdura”.  

Tutte queste avvertenze costituiscono il primo presidio contro i tumori della pelle. “La prevenzione primaria nei confronti di melanoma e carcinomi baso-cellulari e spino-cellulari della cute si fa agendo sulle abitudini delle persone, sensibilizzandole a comportamenti corretti al fine di ridurre l’incidenza delle neoplasie; invece la prevenzione secondaria consiste nelle visite del  dermatologo per escludere che un neo possa  evolvere in un melanoma: le persone che hanno molti nei devono sottoporsi almeno ad una visita di accertamento, mentre chi ha la pelle chiara deve farsi controllare periodicamente”.

Il direttore ricorda poi come la vecchia consuetudine di applicare la crema filtro solare solo sui nei sia obsoleta. “Era una modalità derivata dal consiglio medico di spalmare i filtri solari sulle cicatrici dopo un intervento chirurgico, per ottenere il miglior risultato estetico e ridurre il rischio di pigmentazione. L’indicazione attuale, invece, è trattare tutta la cute, non solo i singoli nei, perché i rischi connessi all’esposizione ai raggi solari interessano l’intero organismo”.

 

 

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