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“A volte non abito qui”, l’epilessia va a teatro

Serata speciale a Roma organizzata da Fondazione Epilessia

CC000611Non solo storie e poesie sull’epilessia, ma frammenti di vita comune in cui riconoscersi e immedesimarsi, saranno raccontate mercoledì 16 aprile al Teatro Sala Uno, per una serata speciale organizzata da Fondazione Epilessia LICE. La pièce teatrale è tratta dal libro “A volte non abito qui” (edito nel giugno 2013), un volume che raccoglie racconti e poesie di scrittori professionisti ed esordienti, accomunati da un vissuto esperienziale legato all’epilessia, malattia neurologica molto diffusa ma ancora oggi sottostimata. 

La forza evocativa del racconto e la gestualità del linguaggio corporeo, condotti dall’immediatezza evocativa delle musiche originali, fungono da veicolo per creare la giusta empatia e il coinvolgimento emotivo, allo scopo di far rivivere al pubblico in sala esperienze forti, come la scoperta della malattia, lo sconforto iniziale e il successivo rinfrancamento nei confronti della vita. 

Gli interpreti sono gli attori Federica Flavoni e Giordano Petri, le coreografie sono a cura della ballerina Marta de Ioanna, le musiche originali di Marco “uBik” Bonini, la scenografia,  i costumi e la direzione artistica di Valeria Mecarelli , le luci diEnnio Dotti.

Lo spettacolo ha madrina speciale, l’attrice Francesca Reggiani, che regalerà un cameo dal suo repertorio comico al pubblico in sala.

La rappresentazione ha la durata di sessanta minuti circa, l’ingresso è gratuito previa prenotazione email all’indirizzo[email protected] entro le 16:00 del 15 aprile. 

“A volte non abito qui” è disponibile  on-line su tutti i portali di ebooks ed è in vendita in formato cartaceo presso le librerie Arion, al prezzo di 12,00 euro. Tutti i proventi ricavati dalla vendita del libro, saranno utilizzati per finanziare progetti di ricerca innovativi in ambito epilettologico.

A volte non abito qui rappresenta il primo esperimento di Medicina Narrativa sull’epilessia nel nostro Paese. La Medicina Narrativa è una disciplina che dovrebbe essere implementata nella pratica clinica, così come avviene nel mondo anglosassone, costituendo essa una parte fondamentale per la migliore costruzione del rapporto medico-paziente – dichiara il Prof. Oriano Mecarelli, Responsabile dell’Ambulatorio per le Sindromi Epilettiche dell’UOC di Neurofisiopatologia del Policlinico Umberto I di Roma.

Nel nostro Paese, l’epilessia conta oltre 500.000 malati, circa 30.000 casi nuovi all’anno e un’incidenza particolarmente elevata nei bambini. Tra i più piccoli, la fascia d’età più a rischio è quella sotto il primo anno di vita.

 

 

 

 

 

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