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8 marzo: ‘Posso essere quello che voglio’, Unicef dalla parte delle bambine

Milano, 8 mar. (AdnKronos Salute) – Posso essere la donna che voglio: ribelle, madre, figlia, libera, fragile, forte. Posso incantare il mondo, posso raccontare il mio dolore, posso andare verso il domani. Posso essere quello che voglio e tu puoi stare dalla mia parte: dalla parte delle bambine. E’ il messaggio che Unicef Italia affida al video della campagna #8marzodellebambine, diffuso insieme a un rapporto e a un Manifesto per la promozione della parità di genere a tutti i livelli. La nuova iniziativa dell’Agenzia Onu per l’infanzia conta su due madrine vip: la make-up artist Clio Zammatteo e la campionessa olimpica di scherma Valentina Vezzali.

“Nel mondo 600 milioni di ragazze hanno la potenzialità per diventare imprenditrici, scienziate, visionarie, leader politiche capaci di dare vita a importanti cambiamenti, ma ogni giorno molte di loro incontrano barriere che ostacolano questo percorso – dichiara Francesco Samengo, presidente di Unicef Italia – Il nostro impegno deve essere quello di assicurare a tutte le donne, le bambine e le ragazze il rispetto dei loro diritti, della dignità, delle opportunità, perché ognuna possa operare le scelte che desidera, senza più alcuna paura o barriera”.

Cliccando sul vito 8marzo.unicef.it è possibile aderire alla campagna e ricevere il Manifesto ispirato ai principi sull’uguaglianza di genere, esorta l’Unicef ricordando ‘5 cose che posso fare ogni giorno’ per le donne di domani: 1) Utilizzare un linguaggio rispettoso delle differenze di genere; 2) Leggere ai bambini e alle bambine libri che abbiano protagonisti maschili o femminili che non riproducano stereotipi di genere; 3) Aggiungere possibilità: sin dalla prima infanzia lasciare i bambini e le bambine liberi di giocare con quello che preferiscono, i colori che preferiscono, i mestieri che preferiscono; 4) Praticare l’uguaglianza: dare il buon esempio nel quotidiano dividendosi i compiti del lavoro domestico e della cura; 5) Garantire a ogni bambina e a ogni bambino la possibilità di essere ciò che vogliono, lasciando loro la possibilità di essere uguali solo a se stessi.

Ancora oggi, nel mondo – riferisce Unicef Italia – ogni 10 minuti un’adolescente muore a causa di violenza; la gravidanza e il parto sono le principali cause di morte e malattia in questa fascia d’età; circa 15 milioni di ragazze tra i 15 e i 19 anni sono state costrette rapporti sessuali o altri tipi di violenza sessuale durante la loro vita. Nel 2017, dei circa 1,2 milioni di 15-19enni che vivevano con l’Hiv, 3 su 5 erano ragazze; ogni 3 minuti un’adolescente viene contagiata dal virus dell’Aids.

A livello globale si stimano 12 milioni all’anno di spose bambine, pur con una riduzione di circa 25 milioni di matrimoni rispetto a quelli previsti 10 anni; senza un’ulteriore accelerazione, entro il 2030 oltre 150 milioni di ragazze in più si sposeranno prima del 18esimo compleanno. Nel mondo – prosegue l’Agenzia delle Nazioni Unite – almeno 200 milioni di donne e ragazze sono state sottoposte a mutilazioni genitali femminili, e si stima che ancora 68 milioni di giovani le subiranno entro il 2030 senza una forte accelerazione nell’azione per porre fine a questa pratica.

E poi l’istruzione e il gap di genere: il 10% delle bambine in età da scuola primaria non la frequenta; molte altre non possono iscriversi alle scuole secondarie e hanno bisogno di sostegno per sviluppare competenze di base nella lettura e in matematica; 131 milioni di ragazze nel mondo sono fuori dalla scuola. Una giovane su 3 fra i 15 e i 29 anni, rispetto a un ragazzo su 6, non lavora, non riceve un’istruzione o corsi di formazione; solo il 66% dei Paesi hanno raggiunto la parità di genere nell’istruzione primaria, il 45% nell’istruzione secondaria inferiore e il 25% in quella secondaria superiore.

“Sono ancora troppi gli ambiti in cui donne, ragazze, bambine vengono sistematicamente penalizzate, negando loro il diritto ad autodeterminarsi, a poter essere ciò che vogliono”, denuncia Unicef Italia.

“Come donna, mamma e imprenditrice – afferma Clio Zammatteo – sono convinta che offrire alle bambine e alle ragazze le giuste opportunità per esprimere sé stesse, superando ogni forma di ostacolo, barriera di genere, sociale o culturale, sia il fondamento per un mondo più equo e sostenibile. Ogni bambina e bambino hanno diritto a realizzare i propri sogni”.

“Come cittadina del mondo, e ancor prima come donna e come mamma – dice Valentina Vezzali – sostengo con convinzione l’uguaglianza di genere come principio cardine per una società sana e migliore. Per i miei figli sogno un futuro nel quale donne e uomini abbiano gli stessi diritti, e dove ogni bambina e bambino possa ambire ad essere ciò che desiderano senza dover fare i conti con discriminazioni, pregiudizi e stereotipi”.

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