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8 marzo: Inail, donne a rischio infortuni stradali, a gennaio 53% delle morti

Roma, 7 mar. (AdnKronos Salute) – Per le donne è più alto il rischio di infortuni, soprattutto mortali, nel tragitto lavoro-casa mentre le patologie dell’apparato osteo-muscolare rappresentano ormai il 90% delle denunce di malattie. Una alta incidenza quella degli infortuni in itinere confermata sia dai dati complessivi del 2017 che da quelli provvisori del 2018: la quota di decessi avvenuti per le donne nel tragitto di andata e ritorno tra la casa e il luogo di lavoro pari al 53% del totale (55 casi su 104). E’ l’Inail alla vigilia della Giornata internazionale delle donne dell’8 marzo a pubblicare il nuovo dossier Donne dell’Inail che analizza il fenomeno infortunistico e tecnopatico al femminile.

Una tipologia di infortuni, quella in itinere, che anche nel 2017 si è confermata molto più alta nelle donne rispetto agli uomini sia in valore assoluto (rispettivamente 52.823 casi contro 48.714) sia in percentuale (22,9% contro 11,9%). Una forbice ancora più ampia se si considerano le denunce di casi mortali: anche nel 2017 tra le donne più di un decesso su due (52,3%) è avvenuto in itinere, mentre tra gli uomini lo stesso rapporto è stato pari a circa uno su quattro (24,2%). Stabili invece, sempre nel 2017 le denunce per infortuni sul lavoro che hanno riguardato le donne nelle tre gestioni principali (Agricoltura, Industria e servizi, conto Stato): complessivamente sono state 231.067, il +0,3% sul 2016. A queste si aggiungono le 47 del settore Navigazione e le 405 di infortuni domestici, in calo del 27,2% rispetto al 2016.

Tra il 2013 e il 2017 le denunce di infortunio, per uomini e donne nel complesso, sono diminuite del 7,7% (dalle 694.991 del 2013 alle 641.429 del 2017). A fronte di un aumento dell’1,6% dell’occupazione femminile, le denunce delle lavoratrici sono passate dalle 245.252 del 2013 alle 231.067 del 2017, con una diminuzione percentuale del 5,8%, più contenuta rispetto a quella rilevata tra i lavoratori (-8,8%). Nello stesso quinquennio l’incidenza delle donne sul totale degli infortuni è salita dal 35,3% al 36,0%.

Differenze di genere ancora più accentuate se si confrontano le variazioni percentuali delle denunce di infortunio con esito mortale, che nel quinquennio per le lavoratrici sono calate del 4,3% contro una flessione più decisa e soprattutto costante delle denunce maschili pari al 10%, con la sola eccezione del 2015. Quanto alle malattie professionali delle donne nel 2017 queste ammontano a quasi 15.851 (785 in meno rispetto al 2016), pari al 27,3% delle 58.025 tecnopatie denunciate nel complesso. L’aumento del 12% rispetto alle 51.822 denunce del 2013 è l’effetto di un incremento pari al 5,5% tra le donne e al 14,6% tra gli uomini.

Il 74% delle denunce di malattia professionale si è concentrato nella gestione più grande dell’Industria e servizi (a fronte dell’81,3% delle denunce maschili), il 23,5% nell’Agricoltura e il restante 2,5% nel conto Stato che detiene, in virtù di una schiacciante presenza femminile, il primato di ncidenza percentuale femminile tra le denunce di malattia professionale (396 casi su 715, pari al 55,4%). Anche nel 2017, a colpire le lavoratrici e i lavoratori sono state soprattutto le malattie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo e quelle del sistema nervoso, che insieme rappresentano il 76,2% delle denunce.

Tra le patologie del sistema osteo-muscolare, le più frequenti sono le dorsopatie e i disturbi dei tessuti molli, mentre tra le malattie del sistema nervoso, oltre il 99% è rappresentato dalla sindrome del tunnel carpale. Notevole la differenza tra uomini e donne: le malattie citate rappresentano il 71% delle denunce maschili, e ben il 90,1% di quelle femminili (oltre 14mila delle 15.851 denunce complessive).

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