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27 settembre: workshop su radioattività e monitoraggio ambientale

Da oggi Parma può considerarsi a tutti gli effetti una delle città più all’avanguardia d’Italia nell’ambito della misura della radioattività ambientale, grazie a un prototipo sviluppato interamente presso i laboratori dell’Università di Parma e del CNR; un importante traguardo tecnologico che potrebbe in futuro garantire a tutti i cittadini una maggiore e più accessibile sicurezza. La contaminazione radioattiva infatti, come tristemente confermato dal recente disastro di Fukushima o dalle periodiche notizie di incidenti in impianti nucleari, è un tema costantemente attuale sul quale è importante interrogarsi e investire risorse.

Anche in Italia, pur non essendoci centrali nucleari attive, questa minaccia invisibile è reale ed è legata non solo alle centrali dei paesi circostanti o all’ingresso/transito di materiali radioattivi, ma anche a fenomeni meno conosciuti come le importazioni di prodotti o materie prime talvolta contaminate, l’accumulo o la lavorazione di materiali inerti che contengono alti livelli naturali di radionuclidi, i rischi della gestione malavitosa di rifiuti pericolosi.

Su questi temi i cittadini spesso temono di non ricevere informazioni corrette o sufficienti. Le università e i centri di ricerca nazionali devono essere un punto di riferimento per informare e discutere anche di sicurezza dalla radioattività, nonché per pianificare strategie operative per raggiungerla.

A questo scopo il Cidea (Centro Interdipartimentale Energia e Ambiente) dell’Università di Parma ha organizzato un incontro aperto a tutti sul tema della radioattività ambientale e il suo monitoraggio che si terrà giovedì 27 settembre, alle 14.30, presso il Centro Congressi S. Elisabetta(Campus Universitario) dell’Ateneo.

Durante la giornata verrà presentato il nuovo prototipo di centralina ambientale spettroscopica per il rilevamento di radionuclidi, nato dalla collaborazione tra l’Istituto IMEM-CNR di Parma e il Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell’Università di Parma, con ilcontributo di Fondazione Cariparma.

All’incontro interverranno la dott.ssa Silvia Vaccari del Servizio di Fisica Sanitaria dell’Università di Parma e il dott. Roberto Sogni, responsabile del servizio di CTR Radioattività Ambientale dell’ARPA – Sede Provinciale di Piacenza.

Due giovani ricercatori del team di ricerca impegnato nel progetto, il dott. Nicola Zambelli e il dott. Massimiliano Zanichelli, presenteranno le fasi di progettazione e realizzazione del prototipo, sottolineandone i numerosi vantaggi rispetto ai rivelatori attualmente in commercio.

Verranno infine discusse le potenzialità che questa tecnologia può avere per il miglioramento della sicurezza della nostra città ed il contributo che potrebbe dare la sua installazione a fianco delle tradizionali centraline ambientali, che già oggi forniscono dati di pubblico dominio sull’inquinamento di tipo chimico.

Per informazioni: prof.ssa Maura Pavesi ([email protected] oppure tel. 0521/905259).

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