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Tumori: semina di melograni in città contro il cancro dei bimbi

Milano, 12 feb. (AdnKronos Salute) – Tanti chicchi che tutti insieme formano un frutto portafortuna. Il melograno racchiude una buona metafora per descrivere l’unione che fa la forza contro un nemico ancora da vincere. E non a caso è stato scelto come simbolo della 18esima International Childhood Cancer Day-Iccd, la Giornata mondiale contro il cancro infantile che si celebra venerdì 15 febbraio. Per l’occasione, in diverse città italiane verranno piantumate piantine di melograno grazie all’iniziativa ‘Diamo radici alla speranza, piantiamo un melograno’, promossa dalla Federazione italiana associazioni genitori oncoematologia pediatrica (Fiagop). Diverse le attività previste per la Giornata: dalla distribuzione di ‘Gold Ribbon’, nastrini dorati testimonianza di impegno contro i tumori dei bimbi, alla presentazione del ‘Passaporto del guarito’ con un programma di controlli su misura.

Alla piantumazione di melograni aderisce a Milano l’Associazione Bianca Garavaglia Onlus, che annuncia una ‘semina’ sulla terrazza della Pediatria oncologica della Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori. L’appuntamento all’Int è per il giorno 15 alle 11, alla presenza del presidente Marco Luigi Votta e del direttore generale Stefano Manfredi. Con loro anche alcuni baby pazienti, accompagnati dai loro medici e infermieri, ai quali verranno consegnati dei frutti di melograno. Due alberelli verranno piantati anche nelle scuole primaria e secondaria di primo grado di Piamborno di Piancogno (Brescia), alla presenza di alunni, docenti e del sindaco.

“Archiviato il lancio di palloncini degli scorsi anni – spiega una nota – la Fiagop ha optato per una ‘svolta green’ promuovendo la messa a dimora di piante di melograno presso ospedali e case d’accoglienza, giardini e spazi verdi eventualmente concessi da Comuni e dai privati che volessero sostenere l’iniziativa. Saranno illustrate le caratteristiche del resistente melograno, simbolo di energia vitale, e particolare attenzione sarà posta nell’avvicinare i bambini alla conoscenza del suo frutto salutare, formato dall’unione di piccoli chicchi, ognuno parte fondante del frutto, come avviene nella fondamentale alleanza terapeutica che unisce medici, pazienti e famiglie”. I partecipanti alle piantumazioni riceveranno un Gold Ribbon come “piccolo tatuaggio temporaneo dal grande significato”, con l’invito a indossarlo e scattare un selfie da condividere sui social con l’hashtag #DiamoRadiciAllaSperanza e un messaggio ai giovani guerrieri che combattono il cancro, alle loro famiglie e alle associazioni. “Anche chi non sarà presente potrà partecipare – esorta la Fiagop – dotandosi di qualche melagrana e di un pizzico di fantasia per scattare il proprio selfie da condividere”.

Sempre su iniziativa di Fiagop, sabato 16 febbraio nella Sala convegni dell’Acquario di Genova si terrà il Convegno nazionale ‘Uniti per guarire. Ricerca, cura, futuro: parole chiave in oncoematologia pediatrica’, promosso con la collaborazione delle associazioni Aieop e Abeo Liguria Onlus, e il patrocinio di ministero della Salute, Regione Liguria e Comune di Genova. I relatori daranno vita agli ‘Stati generali dell’oncoematologia pediatrica italiana’, offrendo una panoramica europea degli ultimi progressi in materia.

Nel pomeriggio sarà la volta del primo Convegno nazionale dei guariti da tumore pediatrico, con testimonianze dirette e la partecipazione di alcuni rappresentanti del Survivors Network di Cci (Childhood Cancer International) Europa. Si stima infatti che oggi in Italia vivano oltre 44 mila persone, di età media intorno a 30 anni, che hanno avuto un tumore da bambini.

“La loro vita scorre come quella dei loro pari – osserva la Fiafgop – ma per alcuni esiste il rischio di problematiche di salute legate agli esiti a distanza delle terapie somministrate in un momento delicato della vita quale quello dell’età pediatrica. Verrà illustrato quindi il ‘Passaporto del guarito’, uno strumento che intende mettere ogni ex paziente pediatrico nella condizione di avere un programma di screening e follow-up personalizzato e proiettato anche verso il momento di transizione dalle cure pediatriche a quelle del mondo degli adulti”.

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