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Speciale Sanremo: l’omeopatia per i disturbi della voce

Dal 7 all’11 febbraio 2017 si è tenuto il Festival della Canzone italiana. La 67esima edizione della kermesse musicale ha visto alternarsi sul palco dell’Ariston i big della musica italiana, assieme a giovani talenti e ad alcuni ospiti internazionali. Per loro, come per tutti i professionisti che utilizzano la voce, è fondamentale prevenire disturbi vocali ed evitare un sovraffaticamento della voce.

Da un punto di vista puramente meccanico, il sistema voce implica la coordinazione di tre apparati: quello respiratorio, quello laringeo e quello costituito dalle cavità di risonanza. Quando l’aria proveniente dai polmoni incontra corde vocali addotte sulla linea mediana le fa vibrare, sviluppando un’onda sonora che viene amplificata grazie agli spazi di risonanza, che hanno anche il compito di variare il timbro della voce. Ricordiamo infatti che nella produzione vocale va anche tenuto conto dell’intenzione comunicativa, e quindi le relative variazioni di quegli aspetti prosodici che sono in relazione all’intensità vocale e al timbro.

Mantenere la voce in salute

Un professionista della voce, consapevole del proprio mezzo vocale, saprà prendersene cura al meglio. Per questo motivo, oltre alla cura di lesioni delle corde vocali legate all’uso professionale della voce, è importante attuare misure di prevenzione e di igiene, utili a mantenere la voce in salute.

Il primo consiglio è quello di bere molto, almeno due litri di acqua al giorno, per mantenere idratate le corde vocali e utilizzare preparati che migliorino la lubrificazione della mucosa cordale. Il fumo, poi, andrebbe abolito; chi fuma regolarmente presenta corde vocali ingrossate, responsabili di un timbro vocale modificato e anche di difficoltà respiratorie. Tra i segreti per mantenere una buona qualità vocale, annoveriamo anche l’apprendimento di tecniche di riscaldamento vocale, una corretta gestione della respirazione in relazione allo stile fonatorio e una giusta postura per il mantenimento di un adeguato allineamento spalle-collo-capo. Al termine di una performance canora, andrebbe inoltre effettuato un periodo di riposo vocale applicando, nel contempo, tecniche di raffreddamento della voce.

Esistono diverse opportunità terapeutiche che consentono di avere cura del nostro apparato vocale e di intervenire tempestivamente in presenza di disfonie transitorie dovute sia a un uso eccessivo della voce, sia a momentanei stati infiammatori delle corde vocali (stati influenzali, faringolaringiti, laringotracheiti). In tutti questi casi, l’omeopatia è certamente indicata per consentire alle corde vocali di recuperare una funzionalità ottimale. Inoltre, i medicinali omeopatici hanno il vantaggio di non presentare, generalmente, effetti collaterali, rischi di interazione con altri farmaci o problemi di sovradosaggio e sono dunque adatti a tutti, inclusi anziani, bambini e donne in gravidanza.

Disturbi della voce

Un cattivo uso della voce, detto anche malmenage, così come un sovraccarico di utilizzo, o surmenage, possono causare stress alle corde vocali. Inoltre, succede che sia la laringe che le corde vocali risentano di infiammazioni dovute agli sbalzi di temperatura tipicamente invernali.

Raucedine, fonastenia e ipofonia sono tra i più frequenti sintomi vocali. La raucedine ci segnala un’alterazione della qualità vocale ed è determinata dalla irregolarità di vibrazione delle corde vocali. Quindi il suono che ascoltiamo non è pulito ma è alterato dalla presenza di rumore e può presentare rotture e diminuzione di intensità. Sono molte le cause che portano le corde vocali a non vibrare più regolarmente. Questo può essere causato da stati infiammatori come laringite e faringite, da disidratazione dell’epitelio, cioè del tessuto superficiale delle corde vocali, da fatti traumatici tipo edemi, cioè rigonfiamenti spesso legati a sforzi vocali, tosse insistente, abuso vocale di estensione della voce come capita, per esempio, ai cantanti oppure a traumi vocali acuti come la presenza di un polipo che impedisce un normale avvicinamento dei bordi cordali durante la fonazione o di noduli cordali, segno di un malmenage vocale cronico. Una mucosa disidratata fa sì che sulla superficie delle corde vocali venga a mancare il film idrolipidico che mantiene lubrificata la corda vocale e che la fa ondeggiare in maniera libera, naturale e senza sforzi. La corda è più rigida e ha, quindi, bisogno di maggiore pressione per vibrare.

Cosa fare, dunque, se si è usato male o troppo la voce e ci troviamo di fronte a una lesione da sforzo occasionale? E quando la disfonia è dovuta a un momentaneo stato infiammatorio delle corde vocali?

Anzitutto mantenersi idratati: andrebbero sempre bevuti almeno due litri di acqua al giorno. Eventualmente, si possono assumere pastiglie a base di glicerina o sali termali che aiutano a stimolare la salivazione e a mantenere il cavo orale o la gola umettati. Se la voce è stanca, o quando è in corso una flogosi o temporanea irritazione delle mucose, andrebbero effettuate docce prolungate per umidificare le mucose che rivestono la laringe e le corde. In presenza di fenomeni di infiammazione non andrebbero, invece, consumate bevande calde dopo l’uso prolungato della voce, per evitare che l’aumento della vascolarizzazione locale accresca lo stato infiammatorio.

Se poi il disturbo vocale si protrae, è fondamentale rivolgersi a uno specialista per verificare che non vi siano patologie a carico delle corde vocali e più in generale all’apparato fonatorio.

I medicinali omeopatici per i disturbi della voce

A seconda della sintomatologia manifestata, possono essere utili diversi rimedi omeopatici. A chi presenta una raucedine dovuta a uno sforzo vocale si consiglia Arnica montana 9 CH, 5 granuli 3 volte al giorno. Se il soggetto mostra una voce rauca al risveglio e tende a ritrovarla progressivamente parlando, il medicinale omeopatico più adatto è Rhus toxicodendron 9 CH, 5 granuli 3 volte al giorno fino alla guarigione. Se la sintomatologia compare dopo un’esposizione a correnti d’aria e al freddo meglio  Aconitum15 CH, 5 granuli ogni 2 ore, fino al miglioramento dei sintomi; se è l’esposizione all’umidità a causare la raucedine, andrà assunto Dulcamara 15 CH con la stessa posologia.

Se la disfonia è causata da reflusso gastroesofageo, dove i vapori di acido cloridrico giungono a irritare e disidratare le mucose laringee, è  consigliabile Nux vomica 9 CH, 5 granuli mattina e sera.

Negli stati infiammatori faringotonsillari sono, invece, indicati Phytolacca 9 CH, Mercurius solubilis 9 CH e Argentum metallicum 9 CH.

Per ridurre l’affaticamento vocale, preferibile Arum triphyllum 9 CH e Arnica montana 9 CH, 5 granuli di ciascun rimedio al termine della prestazione vocale, tanto quella di un cantante professionista, quanto quella di un insegnante a scuola, che parla ininterrottamente per ore. Arum triphyllum migliora la resistenza e la brillantezza del timbro vocale, mentre Arnica montana agisce come anti-trauma e defatigante vocale.

Quando si è creato uno stato edematoso da sforzo vocale, suggerisco l’antiedemigeno omeopatico Apis mellifica 9 CH, 5 granuli 3 volte al dì.

In tutti i casi, a chi lamenta raucedine, fonastenia o afonia, per un rapido sollievo in caso di affaticamento alle corde vocali consiglio di assumere il complesso omeopatico Homeox. La sua formulazione contiene alcune sostanze tradizionalmente utilizzate dalla farmacologia omeopatica per il trattamento sintomatico della laringite acuta. La posologia è di 2 compresse ogni 2-3 ore, fino alla graduale diminuzione dei sintomi. Homeox è indicato anche in via preventiva. Pensiamo al caso di un conduttore durante il Festival di Sanremo: sa che per 5 giorni consecutivi dovrà parlare a lungo. In circostanze simili, si può assumere una compressa di Homeox una o due volte al giorno per tutto il periodo di tempo in cui viene utilizzata molto la voce.

A cura del dottor Franco Fussi

Franco Fussi _ Biografia

Franco Fussi è medico-chirurgo, specialista in Foniatria e Otorinolaringoiatria; Responsabile del Centro Audiologico Foniatrico dell’Azienda USL di Ravenna.

Responsabile scientifico del corso di Alta Formazione in Vocologia Artistica dell’Università di Bologna Pirodda (con sede a Ravenna).

Docente al Corso di Laurea di Logopedia dell’Università agli Studi di Bologna (sede di Ravenna) e già docente al Corso di Specializzazione in Audiologia e Foniatria dell’Università di Ferrara.

E’ consulente foniatra del Teatro Comunale di Bologna, dell’ Accademia d’Arte Lirica di Osimo, dell’Accademia Rossiniana di Pesaro e dell’Accademia del Teatro Comunale di Firenze, oltre che di numerose Accademie di Canto Moderno in tutta Italia.

Ha svolto seminari di Foniatria sulla Voce Artistica presso numerose Scuole di Canto Lirico e Moderno, Conservatori e Corsi di Perfezionamento in Canto Lirico. Curatore della rubrica “I misteri della voce” per la rivista L’Opera, ha pubblicato numerosi articoli sulla fisiopatologia della voce cantata in riviste scientifiche e musicali ed è autore di testi tra cui “La parola e il canto” (Ed. Piccin Padova), “Dizionario di Linguistica” (Ed. Einaudi), “L’arte vocale” (con Silvia Magnani), “Le voci di Puccini”, “Lo spartito logopedico” e della collana “La voce del cantante” (volume I, II, III, IV, V, VI e VII) (Ed. Omega, Torino), “Il trattamento delle disfonie: una prospettiva per il metodo EstillVoiceCraft” (Edizioni Omega), “Ascoltare la voce” (con Silvia Magnani) (FrancoAngeli Editore), “Clinica della Voce” (Libreria Cortina), “Le parole della scena” (con Silvia Magnani) (Edizioni Omega, Torino).

E’ stato eletto membro del CollegiumMedicorumTheatri.

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