You Are Here: Home » Medicina e chirurgia » Social freezing: la maternità crioconservata

Social freezing: la maternità crioconservata

La possibilità di crioconservare i propri ovociti quando sono ancora giovani e sani per  garantirsi in futuro la possibilità di posticipare la maternità o superare eventuali futuri problemi di infertilità. E’ il cosiddetto “SOCIAL FREEZING”, la novità più importante presentata oggi durante il Convegno “Crioconservazione Cellulare e Applicazioni Cliniche” organizzato da UniStem presso Aula Magna dell’Università di Milano.La crioconservazione biologica è un’intuizione antica resa affidabile dalla nascita delle “biobanche” che, seguendo rigorosi protocolli, conservano in azoto liquido vari tipi di  cellule garantendo nel tempo l’integrità e la vitalità in previsione di un utilizzo futuro. Anche gli ovociti umani, ossia le cellule riproduttive femminili, possono oggi essere conservate come assicurazione per una futura gravidanza.Il “SOCIAL EGG FREEZING“, nato inizialmente per offrire la possibilità di crioconservare gli ovociti a garanzia di una maternità messa a rischio da tumori e chemioterapie, determina anche una riduzione significativa dei cicli di fecondazione assistita, e relativi bombardamenti ormonali, a cui sono costrette a sottoporsi le donne che vedono il desiderio di maternità contrastato da problemi di infertilità. Inoltre, il “SOCIAL FREEZING” renderebbe, nei casi di infertilità, non più necessario il ricorso alla fecondazione eterologa con ovociti donati ottenuti da donne di età tra i 20 e i 25 anni (possibile solo recandosi all’estero). Il SOCIAL FREZZING consentirebbe un forte contenimento, nell’ambito della procreazione assistita, di quelle attività che hanno generato sino ad oggi forti discussioni sul piano sanitario, legale e bioetico. «La crioconservazione di ovociti ha un valore sociale» ha affermato Giuseppe Mucci, presidente di Bioscience Institute – cell factory tra le più all’avanguardia in Europa, «per questo puntiamo a rendere sempre più conosciuto e accessibile il SOCIAL EGG FREEZING, garantendo al contempo il più alto grado di sicurezza biologica». Così il luogo più sicuro dove conservare i propri ovociti diventa il caveau della biobanca: monitoraggio costante dei parametri di temperatura e livelli di azoto, sistemi satellitari di allarme e segnalazione anomalie, schermature di protezione dai raggi cosmici e terrestri (radiazioni che possono danneggiare gli ovociti), circuito di web cam che attraverso internet consente a chiunque di visualizzazione cosa avviene in ogni momento e in ogni ambiente della biobanca. Il congelamento di ovociti per ragioni sociali, nei paesi dove è già molto diffuso, viene a volte erroneamente presentato come una “moda” e non piuttosto come la consapevole volontà della donna di assicurarsi maggiori possibilità di ottenere una gravidanza in futuro.  Se il congelamento di ovociti può rappresentare l’ultima possibilità per le donne che non riescono a concepire naturalmente, il “SOCIAL FREEZING” degli ovociti è una preziosa risorsa messa a disposizione di donne fertili e in salute che, una volta superati i 35/40 anni, potrebbero dover rinunciare al desiderio di maternitaa. La crioconservazione biologica è un’intuizione antica resa affidabile dalla nascita delle “biobanche” che, seguendo rigorosi protocolli, conservano in azoto liquido vari tipi di  cellule garantendo nel tempo l’integrità e la vitalità in previsione di un utilizzo futuro. Anche gli ovociti umani, ossia le cellule riproduttive femminili, possono oggi essere conservate come assicurazione per una futura gravidanza. In questo ambito la novità più importante è il cosiddetto “SOCIAL FREEZING“: la possibilità di crioconservare i propri ovociti quando sono ancora giovani e sani e garantirsi in futuro la possibilità di posticipare la maternità o superare eventuali futuri problemi di infertilità.Questa filosofia aderisce pienamente alla mission di BIOSCIENCE INSTITUTE, cell factory e biobanca tra le più all’avanguardia in Europa, che punta ad offrire a tutti la possibilità di conservare le proprie cellule, quando sono più giovani e vitali, per poterle utilizzare in futuro in caso di necessità. I laboratori BIOSCIENCE INSTITUTErappresentano una delle poche realtà scientifiche dove è oggi possibile effettuare in sicurezza la crioconservazione per uso personale di ovociti e altri tipi di cellule autologhe(staminali del cordone ombelicale, staminali del tessuto adiposo, fibroblasti e cheratinociti).Il “SOCIAL EGG FREEZING“, nato inizialmente per offrire la possibilità di crioconservare gli ovociti a garanzia di una maternità messa a rischio da tumori e chemioterapie, determina anche una riduzione significativa dei cicli di fecondazione assistita, e relativi bombardamenti ormonali, a cui sono costrette a sottoporsi le donne che vedono il desiderio di maternità contrastato da problemi di infertilità. Inoltre, il “SOCIAL FREEZING” renderebbe, nei casi di infertilità, non più necessario il ricorso alla fecondazione eterologa con ovociti donati ottenuti da donne di età tra i 20 e i 25 anni (possibile solo recandosi all’estero). Il SOCIAL FREZZING consentirebbe un forte contenimento, nell’ambito della procreazione assistita, di quelle attività che hanno generato sino ad oggi forti discussioni sul piano sanitario, legale e bioetico.Il congelamento di ovociti per ragioni sociali, nei paesi dove è già molto diffuso, viene a volte erroneamente presentato come una “moda” e non piuttosto come la consapevole volontà della donna di assicurarsi maggiori possibilità di ottenere una gravidanza in futuro.  Se il congelamento di ovociti può rappresentare l’ultima possibilità per le donne che non riescono a concepire naturalmente, il “SOCIAL FREEZING” degli ovociti è una preziosa risorsa messa a disposizione di donne fertili e in salute che, una volta superati i 35/40 anni, potrebbero dover rinunciare al desiderio di maternità.Un metodo sicuro, efficace e accessibile per preservare la propria fertilità nel tempo.Nell’ultimo decennio, il momento in cui viene concepito il primo figlio è sempre più posticipato e, con l’avanzare dell’età, portare a termine una gravidanza e’ diventato molto più difficile. Tra il 1991 e il 2001 il numero di donne che hanno avuto il primo figlio tra i 35 e i 39 anni è aumentato del 36%, ma l’Italia possiede anche il primato Europeo delle mamme over 40, infatti 1 bambino su 5 nasce da una donna che ha più di 40 anni (i dati del 2005 stimano in 26mila i parti di quella fascia di età): un vero boom giacché nella fascia tra 40 e 44 anni l’aumento delle gravidanze è aumentato del 70%. E il tasso di natalità generale è crollato drammaticamente negli ultimi 20 anni, per motivi  correlati a fattori  sociali ed economici: instabilità economica, necessità di studiare e consolidare la carriera ma anche l’assenza di una relazione stabile o di un  partner  “giusto” con cui nasce il desiderio di mettere su famiglia.Il risultato è che dopo i 35 anni la possibilità di portare a termine con successo una gravidanza e avere un bambino sano diventa esponenzialmente più difficile. In parte perché il numero di ovociti a disposizione di ciascuna donna è un “patrimonio” che riceve alla nascita secondo regole genetiche che stabiliscono anche quanto durerà la sua vita fertile, in media tra i 35 e i 37 anni, ma soprattutto perché con l’aumentare dell’età diventa più difficoltoso concepire: a 23 anni ogni ovulazione si trasforma in una gravidanza nel 28% dei casi, a 39 anni nel 14%, a 40 nel 12%, a 42 anni nel 10% e a 43 anni solo nell’8% dei casi. Il fatto che è che le cellule uovo invecchiano insieme alla donna, col tempo perdono la loro capacità fecondativa e, se fecondate, presentano un rischio maggiore di avere anomalie cromosomiche che spesso determinano un aborto spontaneo. Anche su questo i dati sono eclatanti: prima dei 40 anni il rateo di aborti spontanei è del 15-20% mentre dopo i 43 raddoppiano.Se una donna presenta il picco della capacità di procreare a 23 anni, e l’età giusta rimane quella della fascia tra i 25 e i 35 anni, è comprensibile come tentare di fare un figlio quindici o vent’anni dopo implica una lunga serie di complicazioni. Una donna sana produce un ovocita ogni 28 giorni, ma la possibilità di congelarlo e utilizzarlo con successo in una fecondazione assistita è estremamente basso.Oggi però il “SOCIAL FREEZING” degli ovociti consente di pianificare e assicurare il desiderio della riproduzione futura e aumentare la possibilità di una gravidanza che si desidera posticipare, non solo nelle donne che presentano fattori di rischio per infertilità, patologie croniche e familiarità per alcuni tipi di tumore. Oggi grazie al “SOCIAL EGG FREEZING” offerto da BIOSCIENCE INSTITUTE a tutte le donne è data l’opportunità di non rinunciare al desiderio di un figlio.

About The Author

Number of Entries : 568

Comments (1)

  • dany

    Ciao, io mi sono dovuta rivolgere all’estero presso il Mediterranean Fertility Center in Grecia. Lo staff è altamente specializzato e disponibile e mi ha ridato la speranza che purtroppo l’Italia mi aveva tolto.
    Per chi ha problemi di fertilità che non può risolvere qua vi consiglio di visitare il loro sito web, http://www.fertilitycenter-crete.gr/.

    Spero di essere stata utile…

    Rispondi

Leave a Comment

© 2012 Gosalute.it

Scroll to top