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Salute: psicologi del traffico, ‘patente progressiva’ per strade più sicure

Milano, 25 giu. (AdnKronos Salute) – La patente è una delle conquiste più sognate dai ragazzi, per i quali però il ‘battesimo della strada’ rischia di nascondere grosse insidie spesso legate all’inesperienza. E’ così che gli incidenti stradali restano la prima causa di morte fra i giovani, con la fascia 15-25 anni che dai dati appare la più critica. Per questo in alcuni Paesi è stato adottato il modello della formazione progressiva che accompagna il neopatentato nei primi anni di guida, verificando abilità e compatibilità con le norme prima di confermare l’acquisizione della patente. Si chiama ‘patente progressiva’ e se ne parlerà domani 26 giugno all’università Cattolica di Milano.

L’appuntamento è alle 9.30 per il seminario ‘Neopatentati: categoria a rischio?’, organizzato dall’Unità di ricerca in psicologia del traffico in collaborazione con Unasca, Unione nazionale autoscuole e studi di consulenza automobilistica. L’obiettivo, spiega una nota, è promuovere “un momento di confronto tra mondo accademico e stakeholder sulla patente progressiva: un percorso formativo che prevede l’ottenimento della patente per gradi, in seguito a diversi esami, periodi di pratica sulla strada, momenti di monitoraggio della condotta tenuta, eliminando una serie di restrizioni alla guida fino all’ottenimento della patente completa”.

Durante la mattinata parteciperanno amministratori pubblici (Direzione generale della Motorizzazione civile, Miur), l’Associazione europea delle scuole guida, Tispol – European Traffic Police Network, docenti universitari e ricercatori, professionisti che lavorano nel campo della formazione del driver in Italia e in altre nazioni europee dove la patente progressiva è già una realtà. Al pomeriggio seguirà una tavola rotonda.

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