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Salute: capelli, parto diete stress, una donna su due a rischio caduta

I migliori dermatologi mondiali riuniti in occasione del 2° Congresso Internazionale di Dermatologia promosso a Milano dalla Fondazione IHRF: una donna su due a rischio, il rimedio si chiama PRP

 

I capelli sono, per le donne, un patrimonio estetico e personale, una difesa psicologica e un fiero vessillo della loro femminilità. Un allarme che riguarda tutte le donne, l’incidenza dello stress professionale e familiare, delle diete eccessivamente rigorose e delle fasi post parto sono fattori che incidono pesantemente sull’attivazione di patologie del cuoio capelluto e favoriscono l’insorgere dell’alopecia femminile. Da recenti studi si evince che un rilevante numero di donne, una cifra attorno al 50%, soffriranno di alopecia o di serie perdite di capelli nel corso della loro vita. Ad avvisare le donne dei pericoli che si nascondono dietro una vita eccessivamente stressante divisa tra lavoro e fatiche familiari, diete fai da te e scompensi ormonali è il dermatologo milanese Fabio Rinaldi, presidente della fondazione di ricerca IHRF, che, in occasione del Congresso Internazionale di Dermatologia sull’uso di fattori di crescita, terapia cellulare e plasma ricco di piastrine, che si è aperto oggi a Milano, punta il dito, in modo più specifico, sui rischi cui sono esposti i capelli delle donne.

Secondo una ricerca promossa dalla fondazione IHRF su un campione di 4 mila donne italiane, con la collaborazione di oltre 140 dermatologi sparsi su tutto il territorio nazionale, ben il 47% delle donne, quasi una su due, dichiara infatti di avere problemi di perdita di capelli. In diversi casi, precisa Fabio Rinaldi, “oltre che a fattori genetici il problema è da attribuire, almeno in parte, al tenore di vita eccessivamente faticoso, ai conseguenti scompensi ormonali e a regimi alimentari sbagliati”.

“Lo studio promosso dalla IHRF aveva lo scopo di tastare il polso ai pazienti femminili per verificare lo stato di fatto relativo alle problematiche di caduta femminile. Il quadro è quello che altre ricerche confermano, ovvero che l’incidenza di fattori di stress uniti a scompensi ormonali, frequenti nelle donne, sia elevata e che contribuiscano a far insorgere problemi di caduta. Ad esempio in categorie come modelle o attrici abbiamo addirittura una percentuale maggiore dovuta agli stress professionali che i loro capelli subiscono”, dichiara il Dott. Fabio Rinaldi.

Nello specifico la ricerca, prendendo in esame un campione di donne di età compresa tra i 22 e i 65 anni, ha evidenziato quali siano i maggiori problemi di stress. Al primo posto un eccessivo stress amoroso, la perdita di un compagno o di un fidanzato, con il 23% è indicata come causa scatenante dei problemi, al secondo posto lo stress professionale (16%), la perdita di un’entrata economica è il terzo fattore indicato con il 14%. Le donne che sono mamme indicano che, nella fase post parto, hanno avuto problemi di caduta nel 34% dei casi. Un ampio 42% indica che in conseguenza di una dieta hanno riscontrato una perdita di capelli. Tuttavia un 31% afferma che le diete, se equilibrate, non abbiano danneggiato i loro capelli.

 “L’alopecia femminile è molto diversa da quella maschile e si verifica in forma progressiva lasciando intravedere il cuoio capelluto ma, in genere, senza mostrare zone completamente calve. Ci sono molti tipi di alopecia tra i quali: la neurotica, ovvero per coloro che soffrono di nervi e ansia, ma anche a causa di infiammazioni, stress e problemi alla pelle” – spiegaFabio Rinaldi, che rassicura tutte le donne – “i diradamenti o, addirittura, la caduta, possono però essere efficacemente combattuti. I rimedi contro la calvizie? Il futuro è nelle cosiddette PRP, ovvero, il ricorso all’utilizzo di micro applicazioni di plasma in determinate aree. Utilizzando il plasma ottenuto da una piccola quantità di sangue del paziente, vengono isolati i fattori di crescita in modo da stimolare la formazione del collagene e aumentare la vascolarizzazione del follicolo peloso. E’ un trattamento per perdite moderate e richiede, in media, due o tre sessioni annuali. Questa tecnica inoltre può essere utilizzata anche per abbreviare i tempi di crescita dei capelli trapiantati ”.

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