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Ricerca: Trieste, tac ed esami per ricostruire volto Contessa Sofia

Trieste, 16 nov. (AdnKronos Salute) – Ricostruire la vita attraverso i resti mortali. E’ l’obiettivo della bioarcheologia ed in questo caso la ricostruzione sarà tentata a tutto campo: ricostruire il volto e le fattezze fisiche della Contessa Sofia di Prata di Pordenone, i cui resti sono stati rinvenuti nel monastero croato di Moslavačka Gorama e indagare sulle sue abitudini alimentari, sulle eventuali malattie che la affliggevano, sulla sua attività fisica e sul legame genetico con i suoi antenati.

“Il 22 novembre – sottolinea l’Asuits, l’Azienda sanitaria Universitaria Integrata di Trieste – i resti saranno sottoposti, a Trieste, ad una serie di indagini che porteranno alla ricostruzione dei tratti facciali, allo studio di eventuali malattie che avessero lasciato tracce nello scheletro e allo studio delle superfici masticatorie dei denti per cercare di capire le categorie di alimenti che venivano serviti alla sua tavola”.

“Dati che, messi assieme alle varie analisi chimiche, isotopiche e genetiche, permetteranno di inquadrare la contessa ‘fisicamente’ nel suo tempo”, osserva l’azienda sanitaria. “Studiare il passato attraverso le tecniche biologiche e mediche non è una semplice ricerca di ‘curiosità storiche’ o di ‘meraviglioso’. Sono infatti molti anni che le indagini bioarcheologiche, silenziosamente ma efficacemente, portano contributi molto interessanti alla comprensione di aspetti importanti della nostra vita quotidiana, specialmente per quanto riguarda la nostra salute e i nostri stili di vita”, conclude Fabio Cavalli, responsabile dell’Unità di ricerca del dipartimento di Scienze Mediche Chirurgiche e della Salute dell’Università di Trieste.

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