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Ricerca: Pint of Science 2018, divulgazione ‘alla spina’ in 20 città italiane

Roma, 8 mag. (AdnKronos Salute) – Tre giorni di scienza ‘alla spina’ alla portata di tutti: dal 14 al 16 maggio torna ‘Pint of Science Italia’, l’evento di divulgazione scientifica più grande al mondo nato in Gran Bretagna nel 2012 da un’idea dei ricercatori Michael Motskin e Praveen Paul, presente ormai in 21 nazioni. Nel nostro Paese saranno 20 le città a ospitare quasi 300 speaker che in 66 pub, “tra una pinta e l’altra”, terranno una presentazione interattiva di circa 40 minuti alla quale seguiranno le domande del pubblico, in “un’atmosfera resa colloquiale e distesa anche grazie alle birre spillate durante la conversazione”.

I talk si articoleranno in 6 differenti aree tematiche: Beautiful Mind (neuroscienze, psicologia e psichiatria), Atoms to Galaxies (chimica, fisica e astronomia), Our Body (biologia umana), Planet Earth (scienze della terra, evoluzione e zoologia), Tech Me Out (tecnologia)e Social Sciences (legge, storia e scienze politiche).

Alla manifestazione contribuiscono Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare), Inaf (Istituto nazionale di astrofisica), Aism (Associazione italiana sclerosi multipla) e Istituto Pasteur Italia (Fondazione Cenci Bolognetti). Inoltre, a tutte le serate ‘Our Body’ sponsorizzate da Aism parteciperanno persone con sclerosi multipla per sottolineare l’importanza della ricerca scientifica e sensibilizzare il pubblico sulla malattia.

“Caratteristica di Pint of Science è quella di portare, letteralmente, la scienza nel bar o nel pub sotto casa”, spiega Ilaria Zanardi, responsabile nazionale di Pint of Science. Il format, arrivato alla sesta edizione a livello mondiale e alla quarta in Italia, “consiste nel mettere attorno a un tavolo un pubblico di semplici appassionati – prosegue – ai quali, ogni sera, un ricercatore diverso presenti un tema di attualità nel campo delle scienze. Il tutto con un linguaggio che al tempo stesso risulti semplice ma non banale, e accompagnato, naturalmente, da una buona birra”.

A Roma sarà presente l’astrofisico Francesco Tombesi, la cui ricerca sull’impatto dei buchi neri supermassicci sull’evoluzione delle galassie gli è valsa la medaglia al valore scientifico dalla Nasa, dove ha lavorato prima di tornare nella Capitale all’Università di Tor Vergata. A Siena la fisiologa Anna Maria Aloisi racconterà lo strano caso della famiglia Marsili, insensibile al dolore grazie ad una rarissima mutazione genetica. A Genova il fisico teorico Ennio Ottaviani spiegherà come il deep learning potrà salvare l’ambiente e le nostre vite, superando la capacità umana di risolvere problemi complessi di analisi di dati e immagini.

A Trento l’economista Giorgio Coricelli, professore alla University of Southern California, si addentrerà nel mondo della neurofinanza, sottolineando il peso delle emozioni nell’ambito delle scelte finanziarie. A Pompei l’archeologa Astrid D’Eredità proverà a immaginare il mondo in cui Plinio il Vecchio avrebbe potuto raccontare la grande eruzione del Vesuvio del 79 d.c. se avesse potuto disporre dei social network. A L’Aquila, infine, la protagonista assoluta sarà proprio la birra, grazie alla partecipazione di Neil Reid dell’Università di Toledo, negli Stati Uniti, conosciuto come ‘The Beer Professor’ per aver visitato oltre 150 birrifici artigianali in tutto il mondo, in cerca delle ragioni del successo planetario della bevanda al luppolo.

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