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Pigozzi (Foro Italico), al centro Medicina sportiva 2.500 idoneità nel 2017

Roma, 18 lug. (AdnKronos Salute) – Il corpo umano come una macchina da tenere sempre sotto controllo, sopratutto quando si fa sport. E’ l’obiettivo del nuovo centro di Medicina dello sport dell’Università degli studi ‘Foro Italico’ di Roma. “La nostra struttura – spiega all’AdnKronos Salute il rettore Fabio Pigozzi – nasce come centro di Medicina dello sport rivolto principalmente ai nostri 2000 studenti che praticano attività fisica e sono sottoposti ai controlli previsti dalle normative: lo scorso anno abbiamo effettuato circa 2500 visite d’idoneità sportiva”.

“In questi giorni abbiamo avuto l’autorizzazione della Regione per altre specialità che agivano da corollario alla visita e che ora possono farlo autonomamente: cardiologia, ortopedia e traumatologia, dermatologia, otorino-laringoiatria, neurologia e ginecologia. Oltre ad un centro di fisioterapia e riabilitazione che ha un connotato molto importante”. La struttura del centro di Medicina dello sport del ‘Foro Italico’ si sviluppa su oltre mille metri quadrati, con 9 ambulatori medici e palestre attrezzate con box fisioterapici.

“La palestre sono attrezzate per fornire non solo attività sport-profilato – aggiunge Pigozzi – ma lavorano con l’Ania per lo sviluppo di esoscheletri ‘hi-tech’ per la rieducazione motoria. Tutti sappiamo che lo sport è un connotato importantissimo per mantenere la salute della popolazione generale: l’Oms prevede che nel 2020 il 70% delle morti saranno dovute a errati stili di vita (fumo, obesità, alcol e inattività fisica). Quindi dobbiamo ricordare che l’attività sport-terapeutica può migliorare la fitness fisica e la qualità della vita dei soggetti affetti da tante malattie”.

Il centro collabora con la Federazione internazionale di medicina dello sport (Fims) per progetti legati ai controlli antidoping ed è sede convenzionata con la Scuola di specializzazione in Medicina dello Sport dell’Università Sapienza di Roma. I giovani medici quindi potranno fare tirocinio all’interno del centro. “Il nostro Paese – ricorda il Pigozzi, presidente della Fims – è stato il primo nel 1950 ad avere una normativa specifica che prevedeva una visita d’idoneità sportiva, dal 1971 l’obbligo è esteso per legge a tutti i praticanti con diversi protocolli in base al tipo di attività, agonistica, non agonistica o ludica”.

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