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Naringenina: il pompelmo fa perdere peso?

"Lasciate che il cibo sia la vostra medicina e la vostra medicina sia il cibo", Ippocrate

“Lasciate che il cibo sia
la vostra medicina e la
vostra medicina sia il
cibo”, Ippocrate

Un articolo molto interessante pubblicato su Endocrinology. (2015 Jun) apre la strada all’utilizzo a scopo terapeutico della Naringenina.

Il gusto amaro del pompelmo è causato dalla presenza della naringina, un flavonoide, che viene decomposto nell’intestino. A tale sostanza viene attribuita azione anti-colesterolo ed inoltre, al pari della nota metformina, la proprietà di sensibilizzare l’insulina prodotta dal pancreas; grazie alla sua azione è in grado di regolare  l’omeostasi energetica e l’adattamento metabolico al digiuno attivando gli agenti chimici che determinano l’ossidazione dei grassi bloccando quindi sul nascere la sindrome metabolica.

Un altro articolo pubblicato su ScienceDaily ha svelato il ruolo della naringenina come fattore dimagrante. “È una scoperta emozionante,” dice il Dott Yaakov Nahmias, della Hebrew University, autore principale di questo articolo. “Mostriamo il meccanismo attraverso il quale naringenina aumenta due importanti obiettivi farmaceutici, PPARa e PPARy, bloccando un terzo, LXRα. I risultati sono simili a quelli causati da lunghi periodi di digiuno”.

Anche un altro studio effettuato presso la Scripps Clinic su 100 uomini e donne, ha confermato che potrebbe esserci una correlazione tra consumo di pompelmo e perdita di peso. Vi è evidenza che il pompelmo possa ridurre i picchi di insulina che si verificano normalmente dopo aver mangiato e che possono portare al deposito di grasso. Questi studi necessitano ovviamente di ulteriori conferme su larga scala, ma posso aprire nuovi orizzonti in campo nutrizionale.

Tuttavia occorre considerare la necessità che a prescrivere la giusta quantità di questo prezioso nutriente sia un medico esperto in interazioni tra farmaci ed alimenti. La biochimica applicata alla farmacologia sottolinea l’importanza della naringenina nell’inattivare un enzima, la citocromo P450- che a sua volta  serve ad inattivare alcuni farmaci tra questi antipertensivi(Ca-antagonisti), ansiolitici, anticolesterolo (statine), antibiotici come la claritromicina. Il rischio è che si possa verificare un’  “overdose” da farmaco perché questo resta in circolo senza venire eliminato.

Le conseguenze andrebbero da problematiche respiratorie al sanguinamento gastrointestinale, fino alla tossicità renale.

Dott.Giovanni Tanzi
Medico di Base SSN
Generalista
Studio a Selva di Cadore (BL) Via IV Novembre 15 
Studio a Colle Santa Lucia(BL) Via Villagrande Presso Comune di Colle
Medicina Interna e Nutrizione Clinica
Tel 3201436662

 

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