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Medici calabresi meno bravi? Ordine contro la sindaca leghista

Roma, 15 dic. (AdnKronos Salute) – “I medici calabresi meno bravi?” Dichiarazioni “inaccettabili e un gesto di vero razzismo”. Così la Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri boccia le esternazioni di Susanna Ceccardi, sindaco leghista di Cascina (Pi), che nei giorni scorsi – durante la trasmissione Rai, Agorà – aveva commentato i dati sulla differenza di trattamento economico tra i camici bianchi nelle diverse Regioni sostenendo che “se altri medici fanno meglio il loro lavoro devono essere pagati di più”. Il Comitato Centrale della Fnomceo, riunito in queste ore a Roma, ha duramente criticato le parole della prima cittadina.

“La Fnomceo – si legge in una nota – non intende accettare oltre questo qualunquismo di fondo, che – al di là delle parole specifiche che non meriterebbero neppure una risposta – tradisce l’errore di far ricadere sui medici le responsabilità dei malfunzionamenti della sanità. Con una mozione che il Comitato centrale condividerà oggi pomeriggio con tutto il Consiglio nazionale, la Fnomceo vuole chiedere rispetto per i professionisti, pilastro del Servizio sanitario nazionale, equità tra le Regioni, uguaglianza per tutti i cittadini di fronte alle cure, e una distribuzione etica e sostenibile delle risorse”.

La Fnomceo, continua la nota, “ha assunto più volte una posizione nettamente contraria alle disuguaglianze di salute in Italia, dando applicazione anche all’Ordine del giorno del Consiglio nazionale della Federazione dell’8 luglio 2016, che auspicava una più equa ripartizione di risorse tra Nord e Sud. A distanza di un anno e mezzo la situazione non è cambiata, come testimonia l’ultimo rapporto Censis, presentato ai primi di dicembre, che fotografa, ancora una volta, una ‘sanità a due velocità’, con sistemi sanitari considerati soddisfacenti solo nelle Regioni del Nord”.

I medici “sono le prime vittime di queste disuguaglianze tra i sistemi sanitari, non certo i colpevoli. Anzi, è grazie alla bravura, all’impegno, al sacrificio, alle capacità di adattamento e alla motivazione dei nostri professionisti costretti a lavorare in contesti organizzativi di disagio se il nostro Servizio sanitario nazionale non è ancora collassato e se le cure continuano a essere garantite ai cittadini”, conclude Fnomceo.

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