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La tossina botulinica risolve l’iperidrosi alla testa

pobraneMalattia che colpisce lo 0,5% della popolazione ed è fonte di grande imbarazzo. «Con l’innalzarsi delle temperature il fenomeno si accentua. L’iper sudorazione al capo si combatte con il botulino: importante è affidarsi a specialisti», afferma Guido Dalla Costa, segretario di AITEB.

Avere sempre le mani bagnate o la fronte madida di sudore non è solamente fonte di grande imbarazzo, ma ostacola profondamente i rapporti sociali. L’iperidrosi è una malattia che colpisce almeno il 4% della popolazione: più diffusa nell’area delle mani, dei piedi e delle ascelle, in alcuni casi interessa anche il capo. «L’iperidrosi alla testa colpisce circa 1 persona ogni 200 ed è più complessa da curare. Diversamente dai casi alle mani o ai piedi, non è possibile intervenire chirurgicamente: oggi la soluzione è nel trattamento con tossina botulinica. Il botulino infatti è in grado di fermare l’iper sudorazione, rappresentando una valida soluzione al problema», spiega Guido Dalla Costa, segretario di AITEB – Associazione italiana Terapia Estetica Botulino, che proprio all’ultimo congresso dell’associazione ha presentato una relazione in materia. «L’iperidrosi della testa interessa prevalentemente il cuoio capelluto, la fronte e il labbro superiore. Se nella stagione fredda può anche essere di più facile sopportazione, con l’innalzarsi delle temperature – a partire all’incirca dal mese di maggio -, comporta una serie di disagi per chi ne soffre». Il continuo asciugarsi la fronte, avere il volto sempre sudato sono i sintomi di grande imbarazzo.

«Il trattamento con la tossina botulinica è in grado di risolvere questo tipo di problema: il botulino, se iniettato nell’area corretta, inibisce temporaneamente le ghiandole sudoripare, cancellando il fenomeno dell’iperidrosi», prosegue Dalla Costa. «Trattare però queste zone non è del tutto semplice: siamo davanti ad aree, in particolare il cuoio capelluto, che non è possibile circoscrivere con precisione: l’abilità del medico deve essere quella di individuare esattamente le zone da trattare al fine di risolvere il problema del paziente. In questo caso, il trattamento deve essere preceduto da un’accurata visita e documentato fotograficamente. È necessario anche saper dosare il farmaco non solamente per quanto riguarda la quantità da utilizzare, ma anche la diluizione da preferire». Per esempio, ricorda Dalla Costa: «Il botulino, in funzione delle zone da trattare, a parità di dosaggio può essere diluito diversamente: alta diluizione significa un volume maggiore e una minor concentrazione, ma maggiore diffusione: è questo il caso per il cuoi capelluto; bassa diluizione è indice di volume piccolo, maggiore concentrazione, minore diffusione e quindi maggiore precisione: soluzione preferita per la fronte».

«L’analisi dell’area da trattare deve essere effettuata da un medico esperto, che conosca a fondo non solamente la modalità di utilizzo della tossina botulinica, ma anche le tecniche di iniezione. Nella maggior parte dei casi, è sufficiente un trattamento all’anno in prossimità della stagione più calda per attenuare se non addirittura risolvere il problema dell’iper sudorazione». Conclude il segretario di AITEB: «Questa applicazione della tossina botulinica in campo curativo e non estetico è un ulteriore tassello a favore degli elevati profili di sicurezza del botulino, testimoniati da un’ampia letteratura scientifica».

 

 

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