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In aumento le violenze anche sulle donne anziane

Le mimose le offrono tutti:dai marito violenti ai datori di lavoro più tradizionali. Spero venga il giorno in cui delle condizioni delle donne se ne parli sempre e non solo l’8 marzo perché gli arretramenti sono visibili. Nelle flessibilità nel lavoro, nel taglio dei servizi, le tristi novità nella scuola e colpiscono sempre i soggetti più fragili, donne, anziani, disabili, giovani, ma di fatto creano una insicurezza generale con una generale riduzione dei diritti.Sono le parole della segretaria generale dello Spi Cgil Toscana, Daniela Cappelli alla vigilia della Giornata Internazionale della Donna. Il processo per una parità tra uomini e donne nel mercato del lavoro e nella società si è arrestato e la riforma del mercato del lavoro è la conferma del bilancio negativo nelle politiche di pari opportunità.Mi meraviglia a volte la eccessiva sicurezza per quelle che rischiamo di considerare conquiste ormai consolidate. Attenzione, la libertà femminile ha infiniti avversari!

 Penso ai tanti tipi di violenza – aggiunge Cappelli – verso le donne nei luoghi di che non è solo fisica o sessuale, ma in particolare psicologica e lesiva della libertà  di scelta (dimissioni in bianco, demansionamento, stipendi inferiori ai colleghi uomini, mobbing, ecc.) alla violenza personale fenomeno esteso, ma spesso sommerso, che riguarda ogni livello sia sociale che culturale e che nella maggior parte dei casi si consuma in famiglia. Il numero di femminicidi ogni anno parla da solo.E anche la nosta regione non è immune da questo fenomeno! Per sostenere le donne bisogna investire, cosa che in questi anni con i tagli al sociali non è stato fatto: i

Centri Antiviolenza sono sempre troppo pochi e mancano i posti letto, le case rifugio e gli operatori.

Ma c’è una violenza di genere ancor più taciuta e silente, ancora poco indagata e quindi ancora troppo sommersa e rimossa, non vista dai servizi sociali. È quella che vede vittime, nelle diverse gradazioni dell’abuso, le donne anziane.

Sono in aumento le donne anziane che denunciano le violenze subite in famiglia. Negli ultimi anni si è registrato un numero crescente di casi nella fascia d’età che va dai 55 ai 65 anni. Lo dicono i dati dell’associazione Telefono rosa. Non sempre si tratta di ceffoni o maltrattamenti, ma anche di pressioni psicologiche e sudditanza economica”.

“Situazioni pesanti e spesso insostenibili che, però, – spiega la segretaria generale dello Spi Toscana

molte trovano il coraggio di denunciare solo in tarda età, da questi dati emergono anche i problemi legati alla solitudine, la perdita di autonomia, i problemi abitativi, il basso reddito, ma gli enormi limiti di un welfare che tratta ancora gli anziani come un problema e non come una risorsa.

 Partendo quindi dall’assunto che la violenza contro le donne ha un forte impatto sulla vita e sulla salute di tutte le donne – conclude Cappelli – è chiaro che la lotta contro questo fenomeno deve diventare una priorità di carattere politico – amministrativo e culturale. Ecco perché vorrei questo 8 marzo fare gli auguri a tutte con le parole di Kofi Hannan:”Se continua la violenza sulle donne non ci potrà essere uguaglianza, sviluppo, pace”.

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