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Sindrome dell’intestino irritabile

Nonostante il termine sindrome dell’intestino irritabile sia quello più conosciuto per indicare questo disturbo, esistono altre definizioni tra cui:

  • Colon spastico
  • Colite mucosa
  • Colite gastrica
  • Indigestione nervosa
  • Nevrosi intestinale

Cerca il 20-30% dell’intera popolazione statunitense soffre di sindrome dell’intestino irritabile. Il tasso di incidenza è uguale per entrambi i sessi. Questo disturbo è il motivo per cui molti si sottopongono ad una visita specialistica presso un gastroenterologo. La sindrome dell’intestino irritabile è caratterizzata da un malfunzionamento dell’apparato digerente. Generalmente le scorie alimentari vengono trasportate al retto attraverso contrazioni ritmiche dell’intestino, ma chi soffre di questa patologia ha contrazioni infrequenti e irregolari. La peristalsi intestinale diventa dolorosa e casuale, associata a stipsi e diarrea. È possibile che ci siano crampi e gonfiore addominale e una scarsa tolleranza a determinati alimenti. In alcuni casi, le scorie vengono spinte lungo l’intestino con una forza tale da non riuscire a trattenere le feci. Secondo alcuni studi i soggetti affetti da sindrome dell’intestino irritabile hanno una soglia del dolore riferito al tratto intestinale bassa.

Sono cinque le cause principali di questo disturbo. Uno dei primi fattori è la dieta poco equilibrata e sana. La seconda motivazione è la pessima gestione dello stress che porta reazioni a livello del sistema nervoso che aumentano le possibilità di insorgenza della sindrome. Anche traumi emotivi irrisolti possono avere come effetto collaterale la comparsa del disturbo. Il terzo fattore è riconducibile a infezioni croniche del tratto digerente dovute a candidosi, parassiti e batteri. La quarta causa è lo scarso funzionamento degli organi dell’apparato digerente; tra questi c’è la disbiosi intestinale quando vi è una carenza di batteri buoni coinvolti nel processo digestivo e disintossicazione insufficiente. La quinta causa, la meno diffusa, è la presenza di qualche tipo di anomalia strutturale; il disallineamento della colonna vertebrale può ostacolare il decorso dei nervi che coinvolgono il tratto intestinale, causando problemi digestivi.

È importante rivolgersi ad un medico per accertare la presenza della sindrome dell’intestino irritabile o di qualche altra patologia con gli stessi sintomi. Si ritiene che le terapie naturali siano l’unico approccio consigliabile per tenere sotto controllo il disturbo per il periodi lunghi.

Quali sono i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile?

  • Stipsi
  • Diarrea
  • Alternanza di stipsi e diarrea
  • Feci mucose
  • Dolori e crampi addominali, solitamente alleviati o scatenati dalla defecazione
  • Flautolenza e rumori addominali
  • Nausea
  • Cefalea
  • Intolleranza a determinati alimenti
  • Affaticamento
  • Borborigmi (gorgoglii e brontolii addominali)
  • Eruttazione
  • Pirosi
  • Vomito occasionale
  • Cattivo sapore in bocca
  • Sensazione di estrema sazietà
  • Depressione
  • Ansia
  • Annebbiamento mentale
  • Poliuria
  • Dispareunia (dolore genitale avvertito durante l’atto sessuale)
  • Dismenorrea
  • Irritazione del retto
  • Insonnia

Quali sono le cause della sindrome dell’intestino irritabile?

  • Dieta composta principalmente da alimenti preconfezionati e zuccheri raffinati con scarso apporto di Fibra
  • Allergie o intolleranze alimentari
  • Proliferazione di Candida, infezioni parassitarie e disbiosi intestinale
  • Meccanismi di gestione dello stress inefficace

Tecniche di indagine

I seguenti esami permettono di individuare le cause della sindrome dell’intestino irritabile:

  • Test ormonale (ormoni tiroidei, deidroepiandrosterone, cortisolo, testosterone, estrogeni, progesterone) – esame della saliva, del sangue o delle urine
  • Permeabilità intestinale – esame delle urine
  • Test di funzionalità epatica – esame delle urine
  • Funzionalità dell’apparato digerente e riscontro di eventuali microbi, parassiti e agenti micotici (Candida) – esame delle feci
  • Intolleranze/allergie alimentari e ambientali – esame del sangue e test elettrotermico

Come curare la sindrome dell’intestino irritabile: il trattamento

La dieta

Il metodo migliore per risolvere il problema di questo disturbo è seguire una dieta sana. È possibile che le indicazioni fornite richiederanno un totale cambiamento delle abitudini alimentari, tuttavia i benefici saranno notevoli.

Alimenti consigliati: È importante seguire una dieta ad elevato contenuto di fibra, poiché regola l’intestino e calma l’apparato digerente. I cibi ricchi di questa sostanza sono cereali, verdure crude o poco cotte e legumi. È bene aumentare gradualmente l’apporto di questi alimenti nella propria dieta. Si consiglia di bere un bicchiere d’acqua ogni 2 ore per facilitare il transito delle scorie nell’intestino. Poiché la sindrome dell’intestino irritabile può danneggiare la flora batterica intestinale, si consiglia consumare alimenti contenenti fermenti vivi come yogurt, kefir o crauti.

Alimenti da evitare: La prima cosa da fare è capire se il disturbo è causato da un allergia alimentare. Per altre informazioni leggere la voce Allergie intolleranze alimentari e seguire una dieta ad eliminazione. Nel caso ci siano intolleranze o allergie è bene evitare gli allergeni. Si osservi particolare attenzione all’effetto prodotto dai latticini: c’è spesso un fattore scatenante di sintomi simile a quello della sindrome dell’intestino irritabile. I prodotti che contengono grano e zucchero sono anche essi fattori responsabili comuni. I grassi saturi, idrogenati e parzialmente idrogenati recano disturbo all’intestino e sono difficili da digerire. Per questa ragione è bene evitare carne rossa, burro, margarina e cibi fritti, così come i cibi che formano muco come latticini, cibi fritti e preconfezionati, farine raffinate e cioccolata. La caffeina, l’alcol, il tabacco e i cibi speziati irritano la mucosa gastrica ed per questo vanno eliminati. Molti di questi alimenti aumentano lo stress. Nonostante sia necessario un elevato apporto di fibra, si consiglia di evitare la crusca. Spesso, infatti, scatena allergie nei soggetti affetti dalla sindrome e può accelerare in modo eccessivo il transito delle scorie. I semi di lino macinati sono un’alternativa migliore. Evitare le bevande ghiacciate perché inibiscono la digestione e possono causare campi. Molte persone affette da sindrome dell’intestino irritabile sono sensibili al fruttosio. Si consiglia di eliminarlo dalla dieta o ridurne il consumo.

Disintossicazione: Un metodo per eliminare le tossine che si sono accumulate al in seguito al mal funzionamento dell’intestino è un digiuno di tre giorni, durante il quale si assumeranno solo succhi di frutta e verdura. Si raccomanda il digiuno una volta al mese per tre mesi consecutivi.

Rimedi naturali contro la sindrome dell’intestino irritabile

7 PRESCRIZIONI FONDAMENTALI – SINDROME DELL’INTESTINO IRRITABILE

  1. Olio di menta piperita (Mentha piperita): Assumere una o due capsule gastroresistenti di olio di menta piperita due volte al giorno tra i pasti. Questa pianta riduce i gas intestinali e i crampi e cura la sindrome dell’intestino irritabile.
  2. Radice di genziana (Gentiana lutea): La genziana migliora le funzioni dell’apparato digerente. Assumere 300 mg o 10-20 gocce 5/15 minuti prima dei pasti.
  3. Enzimi digestivi: Assumere una o due capsule di prodotto ad ampio spettro ad ogni pasto. Aiutano l’organismo a digerire il cibo.
  4. Probiotici: Assumere ogni giorno un prodotto contenente almeno 4 miliardi di organismi attivi. Il Lactobacillus acidophilus e bifidus aiutano nel processo digestivo e prevengono la proliferazione di Candida e altri microbi pericolosi.
  5. Radice di zenzero (Zingiber officinale): Bere una tazza di tisana o assumere 500 mg in capsule a ogni pasto. Lo zenzero riduce i gas intestinali, il gonfiore, la diarrea e migliora la funzione gastrica.
  6. Scutellaria (Scutellaria lateriflora): Assumere 250 mg o 2 ml ad ogni pasto. Questa sostanza rilassa il sistema nervoso e migliora la digestione.
  7. Succo di aloe vera: Bere un quarto di tazza due volte al giorno o secondo quanto indicato sulla confezione. L’aloe è efficace per calmare l’irritazione e ripristinare la salute dell’apparato digerente. Combatte le infezioni intestinali.

Rimedi omeopatici contro la sindrome dell’intestino irritabile

Omeopatia: Assumere una diluizione 6D, 12D, 6C, 12C o 30C due volte al giorno per due settimane. Se si notano miglioramenti interrompere l’assunzione. È sempre consigliabile consultare un omeopata.

Argentum nitricum è indicato nei casi di gonfiore, gas intestinali e diarrea accompagnati da ansia e nervosismo. Le difficoltà di digestione si manifestano dopo aver mangiato cibi dolci.

Arsenicum album è consigliato per bruciori e diarrea accompagnati da irrequietezza e ansia. La persona tende ad essere freddolosa e preferisce sorseggiare bevande calde. I sintomi si aggravano tra mezzanotte e le due del mattino.

Colocynthis è un rimedio nei casi in cui si prova senso di oppressione e dolori acuti all’addome. I sintomi compaiono dopo aver mangiato frutta o durante un attacco di diarrea. Il calore e la pressione alleviano i sintomi. Questi possono essere scatenati da rabbia repressa.

Lycopodium (Lycopodium clavatum) è adatto in caso di gonfiore, distensione e borborigmi associati a dolori addominali. Si osserva un aggravamento tra le 4 e le 8 di mattina. Si ha un forte desiderio di dolci e i sintomi migliorano se si consumano bevande calde. Il soggetto ha una scarsa autostima e un carattere irritabile.

Magnesia phosphorica in caso di crampi e spasmi addominali che migliorano assumendo bevande calde o in seguito ad applicazioni di calore sull’addome.

Nostrum carbonicum per i soggetti che presentano allergie alimentari e soffrono di indigestione e pirosi. Queste persone provano desiderio di latte, patate e dolci ma quando li ingeriscono l’intestino si irrita. Sono individui che desiderano la solitudine.

Nux vomica è di aiuto a quanti soffrono di dolori addominali e problemi intestinali causati da stress o da una cattiva dieta. La stitichezza è un sintomo comune e si ha la sensazione di non riuscire a defecare. Si possono manifestare spasmi a carico del tratto intestinale. Rabbia ed eccitazione aggravano i sintomi. La persona ha un forte desiderio di cibi speziati, alcol, tabacco, caffè e altre sostanze stimolanti che peggiorano i sintomi.

Sulphur è il rimedio per coloro che soffrono di diarrea, quando la crisi si presenta al mattino presto. La diarrea può anche manifestarsi durante il giorno, nonostante si soffra generalmente di stitichezza. Spesso i gas intestinali hanno un odore di uova marce. Il retto è irritato, con prurito e bruciore. Si ha un forte desiderio di dolci, cibi speziati e alcol.

Aromaterapia: Essenze di neroli, camomilla e lavanda aiutano ad attenuare i crampi addominali e a ridurre il dolore. Si possono usare separatamente o in combinazione tra loro per un bagno caldo o un impacco. Possono essere usati anche per un massaggio addominale. Il pepe nero aiuta ad alleviare la stitichezza e migliorare la digestione. Si consiglia di utilizzarlo per un impacco caldo direttamente sull’addome.

Fiori di Bach: Versare 10 gocce sotto la lingua e deglutire dopo 30 secondi. Il rimedio può essere utilizzato più volte all’occorrenza. Rescue Remedy è indicato per attenuare gli effetti di una crisi, fisica che emotiva. Si può utilizzare quando si avverte l’avvicinarsi di un attacco di sindrome dell’intestino irritabile o durante un periodo di stress emotivo; la sindrome dell’intestino irritabile si presenta nei soggetti perfezionisti che necessitano di alti livelli di controllo, Beech è consigliato per equilibrare queste qualità; Agrimony può essere d’aiuto per gli individui molto sensibili e inibiti che soffrono grande stress.

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