Questo sito contribuisce
alla audience di

Fibroma uterino

I fibromi si formano in seguito alla crescita abnorme di tessuto muscolare liscio e connettivo localizzata di norma sulle pareti dell’utero. I fibromi sono tumori benigni e generalmente innocui, oltre ad essere molto comuni, infatti interessano oltre il 50% delle donne. I fibromi hanno un’incidenza maggiore nelle donne di origine africana o caraibica. Spesso possono presentarsi più fibromi contemporaneamente.

In molti casi la patologia è del tutto asintomatica e le strutture fibromatose vengono scoperte nel corso di visita di controllo o ecografia. A volte, invece, i fibromi erodono il tessuto che riveste l’utero, provocando un flusso mestruale molto abbondante o prolungato, perdite ematiche al di fuori del periodo mestruale o durante i rapporti sessuali, che sono dolorosi. A volte fibromi possono assumere dimensioni tali da premere contro altri organi, come la vescica o l’intestino. Le pazienti colpite da questo disturbo in alcuni casi hanno dolore al basso ventre o alla zona lombo sacrale. Nel caso la crescita anomala prema sulla vescica, può presentarsi lo stimolo frequente ad urinare. Può manifestarsi il caso in cui il fibroma blocchi le tube di Falloppio, rendendo impossibile il concepimento o provocato una compressione degli uteri, compromettendo anche la funzionalità renale. In alcuni casi fibromi possono calcificare.

La formazione di queste anomalie sembra legata all’oscilla azione degli estrogeni. Sovente aumentano le di dimensioni in età perimenopausale, quando l’ovulazione diventa irregolare e livelli di estrogeni sono relativamente più alti. Sebbene si è dimostrato che gli estrogeni rivestono un ruolo centrale nell’insorgenza di fibromi, non è chiaro perché questi ultimi colpiscano alcune donne e non altre. È possibile riscontrare una tendenza familiare allo sviluppo del disturbo, è più frequente in pazienti obese o in caso di ipotiroidismo, che concorre all’eccesso di estrogeni. Le pazienti affette da fibroma devono valutare con attenzione alla funzionalità epatica. Il fegato è infatti preposto al metabolismo degli estrogeni e di altri ormoni.

Nel caso in cui il fegato non sia in grado di metabolizzare correttamente l’estrogeno e i suoi metaboliti, l’ormone entra in circolo nell’organismo. La flora batterica presente nell’intestino crasso contribuisce al metabolismo degli estrogeni, i batteri benefici prevengono infatti la riattivazione la reintroduzione degli estrogeni indesiderati. Per molto tempo il trattamento medico più diffusi in caso di fibroma è stata l’isterectomia, una soluzione drastica che dovrebbe essere presa in considerazione soltanto nei rari casi in cui questa condizione provochi forti dolori o emorragie. I casi di entità minore, è consigliabile seguire una terapia conservativa e non invasiva fino a raggiungimento della menopausa quando i fibromi di norma regrediscono spontaneamente.

Quali sono i sintomi del fibroma uterino?

Nella maggior parte dei casi il disturbo è asintomatico, in particolare nelle prime fasi, quando le dimensioni dei fibromi sono ancora ridotte. Nel caso ci fossero sintomi, per manifestarsi come segue:

  • Flusso mestruale molto abbondante è prolungato
  • Perdite ematiche al di fuori del periodo mestruale
  • Rapporti sessuali dolorosi, con eventuale presenza di perdite ematiche
  • Anemia
  • Gonfiore della regione inferiore dell’addome
  • Stimolo frequente a urinare
  • Dolori addominali o alla schiena
  • Stitichezza

Quali sono le cause del fibroma uterino?

Livelli relativamente alti di estrogeni e bassi di progesterone dovuti a:

  • Estrogeni ambientali
  • Obesità
  • Ipotiroidismo
  • Disfunzioni dell’ovulazione
  • Perimenopausa
  • Dieta povera di fibre e ricca di grassi

Attenzione: Nel caso l’emorragia fosse tale da rendere necessaria la sostituzione dei tamponi o degli assorbenti più volte nell’arco di un’ora, si consiglia di rivolgersi al proprio medico.

Tecniche di indagine

I seguenti esami possono contribuire a stabilire le cause dell’insorgenza di fibromi:

  • Test ormonale (in particolare per estrogeni e progesterone) – esame della saliva, del sangue o delle urine
  • Test di funzionalità epatica – esame delle urine
  • Funzionalità dell’apparato digerente (in particolare per quanto riguarda l’attività del beta-glucoronidasi e l’equilibrio della flora batterica) – esame delle feci

Come curare il fibroma uterino: il trattamento

La dieta

È bene consumare alimenti biologici per evitare le ripercussioni negative di pesticidi, diserbanti e ormoni contenuti nella carne.

Alimenti consigliati: L’alimentazione influisce sull’equilibrio ormonale, per questa ragione è importante fornire all’organismo il giusto apporto nutritivo scegliendo cibi integrali freschi e preparati in casa come cereali integrali, frutta, verdura, pesce, legumi e prodotti derivati dalla soia. I prodotti a base di soia e i semi di lino sono ricchi di fitoestrogeni, sostanze in grado di regolare la produzione di estrogeni da parte dell’organismo. La vitamina K stimola la coagulazione e contribuisce a ridurre il flusso mestruale. Questa vitamina si trova nelle verdure di colore verde. Si consiglia di includere nella propria dieta alghe marine come il kelp (Ascophyllum nodosum) in quanto ricche di iodio, minerale fondamentale per il corretto funzionamento della tiroide. In caso di flusso mestruale abbondante o prolungato, aumentare l’apporto di ferro per scongiurare il rischio di anemia assumendo un cucchiaio di melassa nera non solforata ogni giorno. Vedere la voce Anemia per ulteriori informazioni. Per integrare l’apporto di acidi grassi essenziali si consiglia di aggiungere 30 grammi di semi di lino alla dieta quotidiana da assumere insieme a 30 CL di acqua. I semi di lino aiutano a regolare i livelli di estrogeni. Consumare frutta e verdura in particolare mele, ciliegie, broccoli, cavolfiore e cavoletti di Bruxelles che contengono idolo-3-carbinolo, un agente fitochimico che favorisce lo smaltimento degli estrogeni da parte del fegato. Barbabietole, carote, carciofi, foglie di tarassaco, cipolle e aglio sono utili per disintossicare il fegato. Per aumentare la flora batterica dell’intestino crasso è indicato lo yogurt biologico. Bere quotidianamente una bevanda a base di alimenti verdi per favorire la disintossicazione. Bere un bicchiere d’acqua per ogni due ore per eliminare le impurità del corpo e ridurre il dolore.

Alimenti da evitare: Astenersi da consumare carne rossa e latticini, che sono alimenti ad alto contenuto di diossine, sostanze che si comportano come estrogeni ambientali. Per mantenere il dolore sotto controllo, evitare sostanze eccitanti come zucchero, caffeina e alcol. Eliminare i cibi che possono deprimere le funzioni del sistema immunitario come i cibi trattati industrialmente e fritti, zucchero raffinato e alcol.

Disintossicazione: Molte donne colpite dal fibroma hanno constatato che digiunare a intervalli regolari aiuta ad alleviare il dolore. Si consiglia di osservare un periodo di digiuno di tre giorni una volta al mese, durante il quale va assunta un’ampia varietà di succhi vegetali e bevande verdi.

Rimedi naturali contro il fibroma uterino

7 PRESCRIZIONI FONDAMENTALI – FIBROMA UTERINO

  1. Progesterone naturale: Il progesterone compensa il livello di estrogeni, regola le mestruazioni e allevia il dolore. Applicare 20 mg di crema direttamente sulla pelle due volte al giorno a partire dal sesso e fino al ventiseiesimo giorno del ciclo (sospendere la somministrazione durante la settimana del flusso mestruale). Si consiglia di utilizzare il preparato sotto controllo medico.
  2. Agnocasto (Vitex agnus-castus): L’agnocasto riequilibra il rapporto tra estrogeni e progesterone. Assumere da 160 a 140 mg di estratto titolato allo 0.6% di aucubina, pure 80 gocce al giorno. L’agnocasto è sconsigliato a chi fa uso della pillola anticoncezionale.
  3. Idolo-3-carbinolo: Assumere 300 mg al giorno per favorire l’eliminazione degli estrogeni da parte del fegato.
  4. Radice di tarassaco (Taraxacum officinale): Assumere da 300 a 500 mg in capsule oppure 1 ml di tintura ad ogni pasto (tre volte nell’arco della giornata) per disintossicare il fegato.
  5. Vitamina E: Assumere 400 UI due volte al giorno. La vitamina E contribuisce al metabolismo degli estrogeni e combatte le infiammazioni.
  6. Acidi grassi essenziali: Assumere quotidianamente una combinazione di olio di semi di lino (1-2 cucchiai) e olio di pesce ( da 3000 a 5000 mg) unitamente ad acido gamma-linoleico (GLA), reperibile nel olio di enotera o di borragine, le dosi da 300 mg. Gli acidi grassi essenziali contribuiscono a ridurre l’infiammazione.
  7. D-gluconato: Assumere 500 mg al giorno. Questo agente fitochimico contribuisce al metabolismo degli estrogeni da parte del fegato.

Rimedi naturali contro il fibroma uterino

Omeopatia: Assumere rimedio con una diluizione 6D, 12D, 6C, 12C o 30C due volte al giorno per tre settimane. In caso di miglioramento sospendere l’assunzione del rimedio. È sempre consigliabile consultare un omeopata.

Calcarea carbonica per le donne in sovrappeso che hanno spesso freddo e la tendenza a sentirsi affaticate. Queste persone tendono a lasciarsi sopraffare facilmente e hanno problemi di ansia. Questo rimedio è utile contro i fibromi uterini associati a emorragia.

Fraxinus americanus per l’utero fibromatoso.

Lachesis in caso si manifestano vampate di calore e i sintomi peggiorino proprio quando il soggetto si espone al caldo. Le donne lamentano dolore addominale e all’utero, sono colleriche e sospettose.

Phosphorus nel caso in cui fibromi provochino abbondante emorragia, caratterizzata da sangue rosso vivo e coaguli. Si osserva un forte desiderio di bevande ghiacciate.

Pulsatilla per i fibromi che provocano dolore e in presenza di flusso mestruale irregolare. La persona ha bisogno di compagnia e conforto e desidera mangiare dolci.

Sabina trova impiego in caso di fibromi caratterizzati da dolore nella regione lombo sacrale che si estende alle ossa pubiche, associato a copiosa emorragia con coaguli.

Sepia nel caso si manifesti una sensazione di pesantezza all’utero, al punto da indurre a pensare di rischiare il prolasso. La donna è irritabile e vuole essere lasciata sola.

Sulphur per le donne che lamentano frequenti vampate di calore. Queste persone desiderano stare in un ambiente fresco e bere bevande ghiacciate.

Aromaterapia: Gli oli essenziali di rosmarino, maggiorana e pepe nero favoriscono la circolazione e recano sollievo ai dolori. Il pepe nero è utile anche contro la stitichezza poiché stimola la digestione. Questi oli possono essere usati singolarmente o combinati tra loro. Aggiungerne qualche goccia al semicupio oppure applicarli con una compressa calda.

Fiori di Bach: Versare 10 gocce sotto la lingua e attendere 30 secondi prima di deglutire. Il rimedio può essere usato più volte all’occorrenza. Rescue Remedy è utile per ritrovare la calma in caso si venga colti da panico e grande turbamento; Aspen è il rimedio per chi nutre un timore o una paura intensa e inspiegabile.

Aggiungi un commento

Clicca qui per aggiungere un commento

GoSalute e InFormaTv insieme per l’informazione scientifica

Gruppo Salatto
error: Content is protected !!
/* ]]> */