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AIDS e HIV

Negli ultimi tempi si sta diffondendo l’idea che l’HIV (virus dell’immunodeficienza umana) e l’AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita), non siano più una minaccia per la salute pubblica. Secondo una stima del Centers for Disease Control, cinque milioni di cittadini statunitensi sono a rischio di infezione da HIV. I nuovi casi di infezione colpiscono le persone al di sotto dei 25 anni. Purtroppo, però, non esiste ancora una cura efficace nonostante siano stati scoperti vari trattamenti in grado di prolungare l’aspettativa di vita dei soggetti affetti dal virus. Inoltre, l’incidenza della malattia ha ripreso ad aumentare. Inizialmente si credeva che gli omosessuali maschi costituissero il gruppo a maggiore rischio di contrarre la malattia, ma ora le statistiche indicano che il numero di infezioni tra gli adolescenti eterosessuali, sia maschi che femmine, tra le etnie ispaniche e afro-americane e tra le donne è in aumento.

L’HIV si trasmette tramite i rapporti sessuali vaginali o anali, ed al contatto del proprio sangue col sangue infetto. Per evitare il contagio è bene attenersi alle precauzioni del sesso sicuro, mantenendo una relazione monogama con un partner sano, evitare l’uso di droghe per via endovenosa. Ricordiamo che non è sufficiente il solo utilizzo del preservativo, poiché a volte non riesce ad impedire il passaggio dell’HIV e di altri virus. Chi fa uso di droghe per via endovenosa è ad alto rischio. Se la persona è tossicodipendente è bene che richieda assistenza per superare la dipendenza.

La trasmissione del virus può venire anche da madre a figlio durante il parto o l’allattamento al seno. Infatti le donne in gravidanza dovrebbero sempre sottoporsi al test dell’HIV, per permettere il ricorso a trattamenti virali per se stessa e per il nuovo nato. L’infezione può essere contratta anche dal personale sanitario che viene accidentalmente a contatto con un ago infetto. Importante è ricordare che non è possibile contrarre il virus tramite un contatto casuale, come trovandosi in prossimità di un malato che tossisce e starnutisce, prendergli la mano o baciandolo, se si evita il contatto con la saliva.

Essendo un virus, nell’organismo, l’HIV tenta di riprodursi, per questo è considerato uno dei più letali: appena invade la cellula, l’HIV ne riprogramma il materiale genetico. Di norma le cellule si riproducono dividendosi e creando copia di se stesse. Quando, invece, una cellula infetta da HIV si divide non replica se stessa ma il virus. Le cellule così replicate attaccano quelle sane e, con il tempo, le cellule infette superano notevolmente il numero delle cellule sane. L’HIV attacca un particolare tipo di cellule del sistema immunitario, conosciuta come linfocita T helper (o linfocita CD4+, in quanto dotato di un recettore proteico definito CD4+, situato nella membrana esterna). Con l’aumento del numero di linfociti annientati dal virus la capacità dell’organismo di respingere le infezioni viene drasticamente ridotta. Dopo il contagio, la maggior parte delle persone non nota alcun sintomo.

Di frequente pazienti infetti continuano a ignorare la malattia per anni, a meno che non si sottopongano al test. Prima che si sviluppi la vera e propria sindrome dell’AIDS, molti iniziano a manifestare i sintomi come sudori notturni, spossatezza, febbre, diarrea, calo ponderale, ingrossamento dei linfonodi, herpes, afte, mughetto e sanguinamento delle gengive. Con l’avanzare della malattia, organismo diventa estremamente vulnerabile alle infezioni da parte di virus e batteri. Il paziente colpito da HIV può contrarre numerose patologie rare come il sarcoma di Kaposi (un tipo di tumore della pelle caratterizzata da lesioni cutanee rossastre a papula), il virus Epstein-Barr (conosciuto come sindrome da stanchezza cronica), affezioni neurologiche, infezioni oculari (tra cui quella da citomegalovirus che può portare alla cecità), encefalite toxoplasmica (infezione della materia celebrale) e candidosi sistemica (infezione di origine micotica). Ci sono poi infezioni come polmonite e altri disturbi respiratori.

L’AIDS è la più grave forma di infezione da HIV. La malattia viene considerata conclamata dopo la comparsa di almeno una complicanza patologica, o quando la diminuzione del numero di linfociti CD4+ è tale da rendere l’organismo incapace di difendersi dalle infezioni. In un soggetto sano il valore di queste cellule di circa 800-1300 unità per microlitro di sangue. Nei primi mesi dal contagio questi linfociti si riducono del 40-60%. In seguito la diminuzione subisce un rallentamento ma non si arresta mai. Quando i linfociti scendono al di sotto di 200 per microlitro, il sistema immunitario è esposto a gravi infezioni potenzialmente letali.

Tutte le persone affette da AIDS sono positivi al virus HIV, ma non tutti i sieropositivi sviluppano la sindrome. La maggior parte dei soggetti sieropositivi sviluppa l’AIDS entro 8-12 anni dal primo contatto, ma alcuni si ammalano prima, mentre altri possono rimanere sani per decine di anni dal contagio. Gli organismi in grado di arginare la sindrome sono quelli il cui sistema immunitario è più forte. Per questo motivo le terapie contro l’HIV e l’AIDS puntano a irrobustire le difese immunitarie dalle infezioni.

È fondamentale che chi contrae il virus si faccia assistere da un medico aggiornato sugli ultimi trattamenti per curare questa patologia. Ogni mese vengono messe a punto nuove terapie, nonostante non sia stata ancora individuata una cura. La persona sieropositiva dovrà ricorrere a farmaci per combattere eventuali infezioni collaterali.

AIDS e HIV: quali sono i sintomi?

Nelle prime fasi l’HIV non produce sintomi, tranne febbre al primo contatto con l’organismo. Con l’avanzare della malattia, però, possono presentarsi i seguenti sintomi:

  • Sudori notturni
  • Spossatezza
  • Febbre
  • Diarrea
  • Calo ponderale
  • Linfonodi ingrossati
  • Mughetto
  • Herpes
  • Afte
  • Sanguinamento delle gengive

L’AIDS nella sua forma conclamata si associa numerose patologie, le più comuni:

  • Sarcoma di Kaposi (un tipo di tumore della pelle caratterizzata da lesioni cutanee rossastre a papula)
  • Virus di Epstein-Barr

Affezioni neurologiche:

  • Infezioni oculari (tra cui quella da citomegalovirus che può portare alla cecità)
  • Encefalite toxoplasmica (infezione della materia cerebrale)
  • Polmonite e altri disturbi respiratori
  • Candidosi
  • Salmonellosi
  • Tumori che colpiscono organi diversi

Tecniche di indagine

La diagnosi dell’ HIV si effettua tramite i seguenti esami ematologici:

  • Test ELISA per HIV

Se il risultato è positivo, è necessario confermare il test con un altro più accurato, chiamato Western Blot. Per monitorare l’avanzare dell’infezione, vengono utilizzati il conteggio dei linfociti CD4+ e l’analisi del carico virale.

Possono essere utili anche i seguenti esami:

  • Esame dello stress ossidativo- esame delle urine o del sangue
  • Test degli antiossidanti- esame delle urine, del sangue o scansione dermatologica
  • Esame delle feci
  • Analisi ormonale eseguita su saliva, sangue e urine (estrogeni, progesterone, testosterone, deidroepiandrosterone, cortisolo, melatonina, fattore di crescita insulino-simile di tipo I, ormoni tiroidei)

L’AIDS: quali sono le cause?

  • Rapporti sessuali vaginali o anali con un partner infetto
  • Contatto del proprio sangue con sangue infetto (condividendo un ago per iniezioni endovenose)
  • Trasfusioni di sangue infetto (dal 1985 negli Stati Uniti i test per l’ HIV vengono effettuati sul sangue donato)
  • In utero, durante il parto o l’allattamento

Il trattamento per l’AIDS e l’HIV

La dieta

Per ridurre le probabilità di assimilazione di tossine, gli alimenti devono essere puliti e puri. Se le carni vengono cotte in casa, per ridurre il rischio di intossicazione alimentari si raccomandano severe misure igieniche per la zona di preparazione dei cibi e di cuocerli sempre ad alte temperature. Si consiglia di consumare alimenti biologici o di lavarli con acqua pura per eliminare pesticidi e tossine.

Alimenti consigliati: Le persone sieropositive o affette da AIDS devono adottare un’alimentazione completa ed equilibrata. La dieta ideale deve comprendere ortaggi crudi, semi, frutta secca, cereali, frutta fresca e alimenti proteici magri di provenienza sicura. Con l’avanzare dell’infezione, l’appetito può diminuire, ma bisogna sforzarsi di mantenere un’alimentazione sufficiente. Le proteine sono molto importanti per prevenire le perdite di peso e mantenere il sistema immunitario efficiente. Si raccomandano 2 g di proteine per ogni kg di peso corporeo. Si può ricorrere anche alle proteine nobili presenti nel siero del latte.

L’aglio e la cipolla hanno proprietà antibiotiche naturali, per questo si consiglia di consumarli con frequenza.  Per migliorare le difese contro le infezioni è importante includere nella dieta ortaggi della famiglia delle crocifere, come broccoli, cavolfiore, cavolo e cavoletti di Bruxelles. Si raccomanda di bere un bicchiere di acqua pura ogni due ore, assicurandosi che provenga da fonte sicura.

Per migliorare le difese dalle infezioni sono importanti anche i batteri benefici della flora intestinale, per questo motivo è importante preservarla consumando yogurt con fermenti lattici vivi, in particolar modo il Lactobacillus acidophilus e il Bifidobacterium bifidum. Questo è molto importante se si assumono antibiotici, che sopprimono i batteri sia benefici che dannosi per l’organismo. Nei casi di intolleranza allo yogurt si possono assumere capsule di probiotici.

Chi è affetto dal virus dovrebbe dotarsi di una centrifuga per la preparazione di succhi, poiché questi costituiscono una fonte importante per un organismo indebolito. Un bicchiere di estratto di varie verdure va bevuto diverse volte al giorno. Preferire le conifere, le radici come il ramolaccio, il cavolo, alcuni tipi di erba come l’erba di grano e le carote.

Alimenti da evitare: Si raccomanda di evitare latte, formaggio o sidro non pastorizzati e uova crude, di mangiare carne solo occasionalmente, perché questi alimenti possono contenere batteri nocivi. Se il sistema immunitario è compromesso, i batteri possono portare a setticemia, una condizione molto pericolosa e di solito letale. Evitare i fritti, zucchero e l’alcool, tutti alimenti che intaccano le difese immunitarie. È importante verificare con tempestività se si soffre di allergie e intolleranze alimentari perché potrebbero provocare reazioni autoimmuni.

Disintossicazione: Almeno una volta al mese si consiglia di seguire una dieta a base di succhi di frutta e verdura. Gli estratti di carota, cavolo, erbe commestibili e mele sono un ottimo aiuto per la depurazione dell’organismo. Un valido modo per disintossicare l’organismo è consumare bevande a base di alimenti ricchi di clorofilla.

Rimedi naturali contro l’AIDS e l’HIV

7 PRESCRIZIONI FONDAMENTALI – AIDS E HIV

  1. Integratori verdi: Consumare ogni giorno un alimento verde biologico, la clorella o la spirulina, o una combinazione di questi alimenti perchè forniscono sostanze nutritive ed antiossidanti. Seguire le dosi riportate sulla confezione.
  2. Complesso multivitaminico ad elevata efficacia: Assumere ogni giorno un preparato multivitaminico che fornisca antiossidanti e altri principi nutritivi che irrobustiscono le difese immunitarie.
  3. Siero del latte: Assumere 25 mg al giorno o seguire le prescrizioni del medico. Le sue proprietà aiutano a ridurre la degenerazione dei tessuti e rinforzano l’apparato digerente.
  4. Formula antiossidante: È stato dimostrato che chi è affetto da HIV ha necessità di un maggior quantitativo di antiossidanti. Assumere il dosaggio in base a quanto riportato sulla confezione.
  5. Complesso vitaminico B: Assumere 50 mg due volte al giorno. La carenza di vitamina B riduce la risposta immunitaria dell’organismo.
  6. Vitamina C: Assumere da 1000 a 3000 mg al giorno. La vitamina C aiuta il sistema immunitario.
  7. Integratore probiotico: Assumere quotidianamente un integratore probiotico contenente almeno 4 miliardi di organismi attivi. Questi integratori reintegrano alla flora batterica che combatte le infezioni intestinali.

Rimedi omeopatici per l’AIDS e l’HIV

L’HIV e l’AIDS sono affezioni complesse per questo si consiglia di rivolgersi a un omeopata in grado di indicare il preparato più adatto alle proprie condizioni.

Aromaterapia: Un unguento a base di ginepro è ideale per un massaggio linfodrenante. Questa pianta facilita la riduzione delle tossine accumulate nei depositi di grasso. Esistono oli dotati di proprietà antibatteriche come quelli ricavati dalla malaleuca e dall’eucalipto. Questi possono essere utilizzati in qualunque forma, l’ideale, però, è un massaggio linfodrenante. Per risollevare lo spirito si può utilizzare olio di lavanda o di geranio.

Fiori di Bach: Versare 10 gocce del preparato sotto la lingua e deglutire dopo 30 secondi. Assumere il rimedio ogni volta che si ritiene necessario. Aspen è indicato per coloro che soffrono di paura dell’ignoto; per combattere esaurimento e spossatezza ricorrere a Hornbeam e Olive; Rescue Remedy è ideale per situazioni di crisi particolarmente stressanti.

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