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Chirurgia estetica: soddisfatti dopo l’intervento? Un test psicologico per scoprirlo

pobrane (1)Con un ritocchino al naso aumenterà la mia autostima? Se mi rifaccio il seno la mia vita migliorerà? Non bisogna dare per scontato che un intervento di chirurgia plastica, per quanto ben riuscito, porterà il paziente a essere soddisfatto: capita molto spesso, infatti, che alla base della decisione di operarsi ci siano motivazioni sbagliate e aspettative irrealistiche. Grazie a un breve test, che il paziente potrà compilare in pochi minuti prima della visita, il chirurgo plastico avrà a disposizione importanti indicazioni sul profilo psicologico del paziente, che lo aiuteranno a capire se l’esito del possibile intervento soddisferà o meno il paziente.

L’iniziativa rientra in un progetto che vede l’Associazione Italiana di Chirurgia Estetica (Aicpe) partner del CAR (Centre of Appearance Research) di Bristol, un ente di ricerca sui disturbi derivanti da problematiche legate alla sfera estetica. Il risultato è un questionario chiamato RoFCAR (da “Royal Free Hospital” di Londra e “Centre of Appearance Rersearch” di Bristol), composto da dieci domande, di cui nove a risposta multipla e una a risposta aperta.

«Cresce l’interesse delle persone per l’aspetto fisico e aumenta il numero dei pazienti che si rivolgono al chirurgo plastico. Non possiamo non preoccuparci sempre più del “benessere globale” del paziente, comprendendo anche il suo benessere psicologico – afferma il vice presidente dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica, Luca Siliprandi – ci sentiamo onorati del fatto che il CAR di Bristol abbia scelto Aicpe come partner per la validazione italiana del questionario, uno strumento che mira a migliorare la soddisfazione dei pazienti».

La validazione del questionario è al centro di un progetto europeo che, oltre all’Italia, coinvolge Austria, Norvegia e Ungheria. Per il nostro Paese il centro pilota è Padova e Francesca Nobile, psicologa-psicoterapeuta di Clinica Cittàgiardino è la referente del progetto: «Le domande indagano un range di fattori psicologici associabili ai motivi che spingono le persone a sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica – spiega Francesca Nobile. «Grazie al test, il chirurgo disporrà immediatamente di importanti indicazioni riguardo le motivazioni e le aspettative del paziente che gli saranno utili per decidere se programmare o meno l’intervento». Una novità per il settore: in precedenza esistevano solo test lunghi e articolati, di difficile fruizione.

L’obiettivo dell’iniziativa è «aumentare la consapevolezza del paziente e quindi la sua soddisfazione» dice Nobile «e individuare pazienti con aspettative irrealistiche, da non operare». Al momento, il test RoFCAR è in fase di validazione: in Italia è utilizzato da Clinica Cittàgiardino, a Padova, già da alcuni mes. «Abbiamo somministrato un centinaio di test – riferisce Siliprandi -quasi tutti i pazienti non hanno presentato criticità. Per pochi invece, il risultato del RoFCAR ha suggerito l’indicazione ad approfondimenti con lo psicologo, a seguito dei quali ad alcuni è stato negato l’intervento, che in nessun caso avrebbe potuto giovare alla loro serenità».

Il RoFCAR, dunque, compilabile velocemente dai pazienti prima della visita, consentirà ai chirurghi di evidenziare possibili criticità riguardo l’intervento chirurgico richiesto. In conclusione, lo scopo è diffondere l’utilizzo del test a tutti i chirurghi Aicpe, a beneficio della consapevolezza e della soddisfazione dei pazienti.

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