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Anziani: l’avvocato, 50% non denuncia abusi, serve iter come femminicidio

Roma, 13 dic. (AdnKronos Salute) – Il fenomeno degli abusi sugli anziani potrebbe essere assai più ampio di quanto dicano i dati. “Il 50% non denuncia sia per vergogna, ma anche perché teme di non arrivare alla fine del processo. Probabilmente bisognerà lavorare anche su strumenti alternativi di giustizia. Potrebbero essere di esempio quelli che si stanno utilizzando per il femminicidio, dove lo snellimento dei percorsi processuali, ma anche la possibilità di ascolto rapido e dedicato, dia la possibilità agli anziani abusati di denunciare con meno timori”. È la proposta dell’avvocata Barbara Pezzilli, che dal 2000 si occupa di violenza sugli anziani, intervenuta alla presentazione del Rapporto Fipac Confesercenti, realizzato in collaborazione con i Nas , dedicato proprio agli abusi nelle case di riposo per anziani.

Altro problema è l’emersione. “I dati – continua Pezzilli – sono gravi ma io credo, dal mio osservatorio, che c è una parte di sommerso non ancora venuta fuori. Non magari nelle fattispecie più gravi ma in quei maltrattamenti anche quotidiani, piccoli, perduranti che spesso non vengono denunciati per vergogna, persino nei confronti dei propri familiari. Questo è un problema su cui, in un ambito differente da quello giuridico, bisogna lavorare”, sostiene. “Serve investire sulla prevenzione, la cultura sulla figura dell’anziano, sul coinvolgimento e lo scambio intergenerazionale, su cui oggi si lavora poco”, conclude.

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