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Animali: Sos freddo, i consigli dell’esperto per salute dei cani

Roma, 2 gen. (AdnKronos Salute) – Primi giorni dell’anno contraddistinti dal freddo, con l’arrivo di una ‘sciabolata’ artica che da domani colpirà l’Italia. Le temperature, avvertono gli esperti, potrebbero scendere anche di 8-10 gradi rispetto alle medie stagionali, una situazione che mette in allarme anche i possessori di animali domestici, che devono farsi trovare pronti per gestire al meglio questa situazione climatica per evitare ripercussioni sulla salute dei loro amici a 4 zampe. A ricordarlo all’AdnKronos Salute è Marco Melosi, presidente Anmvi – Associazione nazionale medici veterinari italiani.

Questa ondata di freddo artico, precisa l’esperto, è particolarmente pericolosa “soprattutto per i cani che dormono fuori, anche se di per sé sono ben temprati – osserva Melosi – Comunque, quando le temperature si fanno rigide, converrebbe farli dormire dentro casa, o coibentare la cuccia con materiali isolanti per proteggerli, o con delle coperte per permettere loro di riscaldarsi”.

Attenzione ai cani impiegati nell’attività venatoria, avverte Melosi, soprattutto quelli per la caccia al cinghiale: “Si tratta per la maggior parte di animali a pelo corto che magari hanno corso per ore e ore nel bosco, sotto stress, con un grande dispendio di energie. Dopo l’attività bisogna stare attenti a farli dormire al freddo, perché spesso questo porta a problemi di assideramento. Se dormono fuori – ribadisce – è indispensabile che questo avvenga in una cuccia coibentata”.

La situazione cambia nel caso di cani che vivono tra le mura domestiche: “Se l’animale è giovane e in buona salute non ci sono grossi problemi – rassicura il veterinario – Se invece il cane è anziano, ammalato o cucciolo, un cappottino può essere di aiuto, soprattutto nei cani a pelo corto come il carlino, il bouledogue francese e il bassotto”.

Massima attenzione anche se decidiamo di portare i nostri amici sulla neve: “Per evitare lesioni da bruciatura si possono utilizzare pomate protettive o scarpine”. Accorgimenti che “non valgono per razze che proprio in questo periodo dell’anno si trovano a proprio agio – sottolinea Melosi – come siberian husky, alaskan malamute o akita-inu, cani abituati a stare sulla neve”.

Con il freddo anche l’alimentazione va rinforzata, “aumentando come minimo del 20% l’energia fornita dalla razione giornaliera per i cani che dormono fuori. Il 20% – precisa il veterinario – è proprio la quantità di energia che consumano per proteggersi dal freddo, valore che può arrivare anche al 50% nel caso in cui il cane svolga attività venatoria”, conclude.

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