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Alimenti: Andid, cibo trending topic sul web ma cresce la disinformazione

Roma, 7 giu. (AdnKronos Salute) – Il food invade la Tv e domina il web. Una babele di informazioni, ma anche di falsi miti e proposte prive di evidenze scientifiche, che possono mettere a rischio la salute dei cittadini. Anche perché a questa mole di dati si accompagna una disinformazione crescente: 7 italiani su 10 mostrano uno scarso livello di alfabetizzazione alimentare, nel 19% dei casi addirittura inadeguato. Questo il quadro tracciato da Andid, l’Associazione nazionale dei dietisti, in un evento oggi a Roma.

Secondo un’indagine realizzata da Andid con l’Università di Messina, “gli italiani, padri della dieta mediterranea, appaiono sempre più confusi e disorientati, focalizzati su un paradigma alimentare che ruota intorno alle calorie e ai singoli nutrienti, piuttosto che su un modello globale di stile di vita. Predomina l’orientamento a una dietetica del sì/no che promuove super-cibi miracolosi o, al contrario, demonizza alimenti killer, ma anche una dietetica per slogan che induce al sovra-consumo di alimenti ‘senza’ (grassi, zuccheri, glutine) e ‘con’ (fibre, vitamine), nel tentativo di assecondare l’ossessione del cibo sano e della forma fisica”.

Uno scenario ancora più preoccupante – evidenzia Andid sulla base di un da un altro studio su un campione di oltre 1000 italiani – se si considera che oltre il 70% della popolazione possiede uno scarso livello di alfabetizzazione alimentare, che si traduce nell’incapacità a scegliere correttamente il cibo e comprendere le scelte di consumo. Solo poco più del 4% degli intervistati possiede buone conoscenze nutrizionali. La situazione più critica riguarda gli anziani, anche come riflesso della crisi economica, e in generale i soggetti meno abbienti e con più basso livello di istruzione.

“E’ solo con la professionalità che si può contrastare la disinformazione e promuovere consapevolezza e responsabilità nelle scelte di salute, anche sfruttando le opportunità offerte dalla Rete – afferma Marco Tonelli, presidente Andid – C’è bisogno di veicolare messaggi chiari e comprensibili, in grado di conquistare l’attenzione dei diversi pubblici, per non lasciare vuoti comunicativi e far sì che i cittadini scelgano di affidarsi solo ad interlocutori competenti per orientare i propri comportamenti alimentari”.

“I dati emersi dagli studi – sottolineano – evidenziano la necessità che l’alimentazione torni a essere una priorità nelle politiche sanitarie e dell’istruzione, strategia fondamentale per limitare le disuguaglianze e migliorare le condizioni di salute della popolazione, con ricadute positive anche sulla riduzione dei costi sociosanitari”.

“Il dietista, in virtù di un percorso universitario altamente specializzato, è il professionista abilitato ad occuparsi di salute anche in ambito clinico, intervenendo nell’elaborazione dei piani dietetici personalizzati, in sinergia con le altre figure professionali coinvolte nella presa in carico”, dice Ersilia Troiano, presidente uscente Andi. Dall’incontro è emersa la necessità di fare chiarezza sui ruoli e le competenze dei diversi professionisti che operano nella vasta e complessa disciplina della scienza della nutrizione. “Diversamente – conclude Tonelli – si rischia di generare confusione, in uno scenario comunicativo già di per sé complesso e ipertrofico nei discorsi sul cibo, e di trasmettere una visione semplicistica della nutrizione e della dietetica, con ripercussioni negative sulla salute collettiva”.

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