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Alimenti: 90% intossicazioni da funghi in autunno, vademecum dal Gemelli

Roma, 9 ott. (AdnKronos Salute) – Nel trimestre settembre-ottobre-novembre si verifica il 90% dei casi di intossicazione da funghi, mesi in cui la raccolta di questi prodotti del bosco è più frequente. Per evitare i rischi derivati dal consumo, e fare chiarezza sulla pericolosità di alcune specie come l’amanita phalloides, gli esperti Alessandro Barelli e Maurizio Soave del Centro antiveleni della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli di Roma hanno realizzato un vademecum per sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sui rischi di avvelenamento.

Nel documento, pubblicato sul sito web della struttura capitolina, gli esperti raccomandano di consumare i funghi solo dopo solo dopo esser stati riconosciuti come non tossici da un micologo. Gli Ispettorati micologici sono disponibili per questo – ricordano – e un elenco esaustivo di quelli esistenti in Italia è disponibile nel sito del ministero della Salute.

Massima attenzione alle specie mortali: l’amanita phalloides, ad esempio, contiene una potente sostanza in grado di danneggiare in modo irreversibile fegato e reni; nelle situazioni più gravi l’unica possibilità di sopravvivenza è legata al trapianto di fegato. Questo fungo è particolarmente ‘insidioso’ – mettono in guarda gli esperti – perché può essere facilmente scambiato per altri funghi non tossici. Cuocerlo non riduce la pericolosità: le tossine epato-tossiche dell’amanita phalloides resistono infatti alle alte temperature, e quindi la cottura non protegge dall’intossicazione. Solo un micologo è in grado di distinguere le diverse specie, e spesso solo attraverso analisi sofisticate.

Ma come si manifesta l’intossicazione da funghi? Nella quasi totalità dei casi i primi sintomi sono gastroenterici come nausea, vomito, dolori addominali, diarrea profusa – spiegano gli esperti – L’intervallo di tempo tra ingestione e comparsa dei sintomi è variabile e dipende dalla specie; latenze superiori alle 6-8 ore sono particolarmente sospette e allarmanti.

In caso di intossicazione è opportuno chiamare il Centro antiveleni, riferire nei dettagli cosa è accaduto e seguire accuratamente le indicazioni che vengono date. Anche bambini e donne in gravidanza possono consumare funghi, purché vengano adottate tutte le precauzioni igieniche comuni alla maggior parte degli alimenti. Considerata la scarsa digeribilità – consigliano gli esperti – è buona norma non eccedere sia in quantità che in frequenza.

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