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Aids, Msd presenta i risultati dello studio ‘Drive-Forward’

Roma, 26 lug. (AdnKronos Salute) – L’Aids continua a far paura: l’obiettivo Onu di bloccare l’epidemia di Aids entro il 2030 sembra lontano perché, nonostante quasi 2 milioni di nuove infezioni ogni anno nel mondo, la lotta alla malattia sta vivendo una “pericolosa rilassatezza” che rischia di riaccendere i contagi. Calano i decessi, grazie alle terapie, aumentano le persone che accedono ai farmaci ma le nuove infezioni sono in aumento, anche perché di Aids si parla sempre meno. Alla 22esima Conferenza mondiale sull’Aids, in corso ad Amsterdam, va di scena il grido di allarme degli scienziati, che però non si arrendono, almeno sul fronte della ricerca.

Tra gli studi presentati all’appuntamento internazionale il ‘Drive-Forward’ di fase III, presentato da Msd, che valuta il profilo di efficacia e sicurezza della doravirina (Dor) – molecola di nuova generazione della classe degli inibitori non nucleosidici della transcrittasi inversa – in combinazione con altri agenti antiretrovirali, per il trattamento dell’Hiv nei pazienti adulti naive alla terapia antiretrovirale. Lo studio, coinvolge 766 pazienti, randomizzati in due gruppi (383 in ciascun gruppo): un gruppo ha ricevuto doravirina (100 mg) una compressa una volta al giorno, l’altro la combinazione di darunavir+ritonavir (800 mg + 100 mg) una volta al giorno, entrambi in associazione con due analoghi nucleosidici della trascrittasi inversa (Tdf/Ftc o Abc/3tc).

I dati evidenziano come il 73,1% dei pazienti trattati con una dose giornaliera di doravirina per 96 settimane abbia raggiunto la soppressione della carica virale (inferiore alle 50 copie/mL) a fronte del 66% dei pazienti trattati, nello stesso periodo, con una dose giornaliera di darunavir in combinazione con ritonavir. Rispetto alla combinazione darunavir + ritonavir, doravirina ha mostrato anche un miglior profilo lipidico.

Grazie alle terapie – si legge in una nota di Msd – è oggi possibile convivere con il virus ma esistono ancora molti bisogni terapeutici da soddisfare, legati alle caratteristiche cliniche e personali di ciascun paziente. La ricerca Msd si sta muovendo proprio in questa direzione: verso trattamenti maneggevoli e ben tollerati nel lungo periodo, che siano non solo efficaci ma che si adattino anche alle necessità dei pazienti con l’avanzare dell’età o che debbano fronteggiare patologie concomitanti, anche molto comuni, come l’ipercolesterolemia.

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